Il Tirreno

juniores provinciali/il mister del romagnano 

«Serve tutelare i nostri giovani per poter ripartire»

b.f.
«Serve tutelare i nostri giovani per poter ripartire»

2 MINUTI DI LETTURA





massa

Prosegue il nostro sondaggio con gli addetti ai lavori degli Juniores provinciali. È il turno del Romagnano con il tecnico Luigi Bertolini.

«Innanzitutto volevo ringraziare per questo spazio che il calcio giovanile senza dubbio merita - attacca Bertolini - sono convinto poi che lo stop agli allenamenti e al campionato è stato necessario e la mia solidarietà va a tutti coloro che in questo periodo di restrizioni hanno vinto le sofferenze portate dalla pandemia. Di sicuro questa esperienza di stare a casa senza avere contatti ravvicinati è stata molto difficile per chi è abituato a vivere il campo insieme al suo gruppo di calciatori e allo staff, e quello che manca più di tutto è abbracciarsi per un gol segnato e il gioire insieme per la conquista della vittoria. Accetteremo qualsiasi decisione e cominceremo a pensare alla prossima stagione».

Com’è stato il campionato del Romagnano fino allo stop. «La nostra stagione fino alla sospensione è stata in costante crescita - prosegue il tecnico - l'inizio stagione è stato più difficile del previsto a causa dell'inagibilità del nostro centro sportivo che ci è costato la perdita di qualche punto di troppo ma la reazione dei ragazzi ha trasformato in gioia il loro impegno e la loro abnegazione per il lavoro attraverso la voglia di crescere, hanno sudato e lottato per prendere ciò che meritano. Il lavoro svolto fino allo stop lo giudico di conseguenza positivo sotto diversi fattori come la partecipazione agli allenamenti da parte di un numero importante di giocatori (oltre 20) che ci ha permesso di sperimentare più soluzioni dando al gruppo maggiore consapevolezza nei propri mezzi, e proprio per queste ragioni siamo riusciti a far esordire più giovani calciatori in categoria grazie al lavoro di raccordo della società tra la Juniores e la prima squadra».

Ancora Bertolini: «Questa sinergia lascia ben sperare per il futuro perché questo stop forzato avrà ripercussioni nel mondo del calcio dilettantistico e la salvaguardia del movimento sportivo passa dai giovani calciatori oltre che da un accurato studio per ripartire. La nostra passione deve essere pari alla possibilità di esprimere il nostro gioco in sicurezza». Chiude Bertolini: «Nel lockdown ci siamo divertiti mettendoci alla prova con diversi challenge, che ci hanno permesso di stare vicini. Ma ci manca calpestare l'erba di un campo da gioco». — b.f.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web