Il Tirreno

massese: l’ex redomi 

«Spero di vedere la squadra risalire»

Alessandro Tabarrani
«Spero di vedere la squadra risalire»

L’uomo delle due promozioni parla del momento attuale «È triste vedere la squadra così, una cosa che fa male»

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massa

Tanti anni vissuti con la maglia bianconera cucita addosso, impreziositi da due promozioni. Renzo Redomi è certamente uno di quei giocatori che vengono ricordati con maggiore piacere dai tifosi della Massese, soprattutto da quelli che hanno avuto la fortuna di frequentare lo stadio degli Oliveti dall’inizio degli anni ’80 sino ai primissimi anni ’90, assistendo, con Renzo in campo, sia la promozione dall’Interregionale alla C2 (stagione 1982 - 83) sia quella indimenticabile dalla C2 alla C1 nella stagione 1990 - 91. Con l’ex bianconero abbiamo fatto una chiacchierata per fare il punto della situazione anche sulla eventuale ripartenza dei campionati. «È una cosa difficile da stabilire - ha detto Redomi -, comunque bisogna distinguere la serie A dalle altre categorie. Nella massima serie i giocatori sono sotto controllo continuamente con le società che sono in grado di affrontare una spesa onerosa per rispettare i protocolli di sicurezza, tra i dilettanti invece non ci sono le risorse per affrontare questa spesa ed è giusto che i campionati si fermino. La serie A fa corsa a sé, è un mondo a parte».

Detto questo, è cosa buona e giusta tornare a parlare di Massese e, nello specifico, della Massese protagonista nel bel calcio che fu. «Sicuramente i ricordi più belli - ha aggiunto Redomi - sono legati alle due promozioni, soprattutto quella della stagione 1990 - 91, quando ero alla fine della carriera e ci tenevo tantissimo a raggiungere la C1 con la Massese. Fu una esperienza molto bella riuscire a riportare i colori bianconeri in C1 dopo tanti anni».

Di quella stagione resta difficile non ricordarsi di un episodio particolare datato 14 marzo 1991. Un rigore dello stesso Redomi permise di pareggiare la partita con l’Olbia al 90’. Nella successiva esultanza liberatoria, la sua corsa verso la Curva terminò però con una brutta caduta nel fossato dello stadio degli Oliveti, tradito da uno striscione che celava il “precipizio”. Tanta fu la paura ma, fortunatamente, l’allora capitano zebrato ne uscì indenne. «Anche questo episodio particolare fa parte dei ricordi - ribadisce Redomi -. Peraltro, quel rigore fu molto importante per restare in corsa per la promozione. Se avessimo perso sarebbe stato un brutto colpo anche a livello interiore». Rimembrato ciò, bisogna purtroppo fare i conti con una Massese lontana dal calcio che conta. «Fa male a tutti vedere la Massese in questa situazione - ha conclus -, piano piano speriamo che possa risalire». —

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