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Oppicelli ribadisce: «Non è sportivo andare in B d’ufficio»

Luca Santoni
Oppicelli ribadisce: «Non è sportivo andare in B d’ufficio»

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La Carrarese vuole tornare a giocare e lottare sul campo per conquistare la promozione Serie B. In queste settimane il club di piazza Vittorio Veneto ha ripetuto il concetto in tutti i modi, in attesa ovviamente del Consiglio Federale che la prossima settimana deciderà quale linea dovrà prendere il calcio italiano. Un appuntamento che potrebbe ribaltare completamente la proposta partorita dall'Assemblea di Lega, la quale ha chiesto l'interruzione del campionato, il blocco delle retrocessioni in D e l'utilizzo del merito sportivo come criterio per scegliere la quarta promossa in Serie B.

A ribadire la linea della Carrarese è stato Fabio Oppicelli venerdì sera in diretta online sulla pagina Instagram di gianlucadimarzo.com. Intervistato da Claudio Giambene in merito alla scelta del Carpi come quarta promossa, il presidente del club apuano ha chiarito che «in Assemblea non era chiaro il nome della squadra. Nei dibattiti pre-votazione è stato spiegato questo calcolo, ma non è stato detto il nome della squadra, anche se questo è poco importante. Il punto è che per noi non è sportivo vincere un campionato o una promozione con questo metodo. Sarebbe poco bello già nello stesso campionato, come accaduto in Francia, ma da noi è ancora peggio, perché ci sono tre gironi diversi, con avversari diversi. Sostanzialmente sono tre campionati diversi».

In merito al secondo posto nel girone A conquistato dalla Carrarese, Oppicelli ha dichiarato: «Col senno di poi diventa tutto facile. Insieme al Monza siamo l'unica società del girone ad avere rinunciato al contributo dei minutaggi. Dall'inizio della stagione il nostro obbiettivo dichiarato è sempre stato quello di puntare alla Serie B, realisticamente raggiungendo il secondo posto. L'abbiamo ottenuto, seppur con qualche inciampo. Capiamo tutto, è accaduto qualcosa di straordinario, prima di tutto viene la salute, ma che ad un certo punto succeda che il secondo posto sia uguale al ventesimo non ha logica, né meritocrazia sportiva. Noi quindi abbiamo pensato subito che la prima scelta sia quella di giocare, perché deve essere il campo a decidere un campionato. Infatti non abbiamo votato per l'interruzione dei campionati, perché avremmo preferito accodarci al sistema Calcio Italia. Si sarebbe sempre fatto in tempo in seguito a decidere di non giocare, invece c'è stata questa volontà». Chiude Oppicelli: «Ci siamo sempre complimentati con la Lega e col presidente Ghirelli, in questo caso però il nostro pensiero era che si poteva pazientare un attimo sulla decisione di interrompere il campionato. Noi ci siamo astenuti sulla questione delle prime tre, non perché fossimo contrari, ma perché nel caso di ripresa anche le prime tre dovevano vincere sul campo. Siamo moto fiduciosi e in attesa di quelle che saranno le decisioni del Consiglio Federale». —

Luca Santoni

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