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l’intervista/il presidente di adicosp 

Morrone: «La serie A deve ripartire a giugno Dalla serie B in giù no, i costi sono eccessivi»

Alessandro Tabarrani
Morrone: «La serie A deve ripartire a giugno Dalla serie B in giù no, i costi sono eccessivi»

L’associazione direttori e collaboratori sportivi plaude il Governo per l’attivazione della Cig in deroga per i calciatori

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Sebbene regni ancora un po’ d’incertezza, la serie A sembra destinata a riprendere il suo cammino. Per il massimo campionato è già stata individuata nel 13 giugno la data nella quale far ripartire il tutto, riuscendo così a terminare regolarmente questa stagione. Tuttavia, sono ancora molti i punti di vista che vorrebbero la sospensione definitiva dei campionati a livello europeo, a cominciare da quello degli Ultras di tutta Europa, una posizione ribadita nei giorni scorsi attraverso un comunicato elaborato dall’Internazionale delle Curve e firmato dalla bellezza di 350 differenti tifoserie (anche gli Ultras della Massese hanno aderito al bollettino). Favorevoli alla ripresa invece gli organismi che dirigono il mondo pallonaro che, in Italia, occupa un posto assai rilevante nell’economia generale del Paese.

Tra i favorevole alla ripartenza c’è anche l’Adicosp - acronimo dell’Associazione nazionale dei direttori e dei collaboratori sportivi - e il cui presidente, Alfonso Morrone, ha ribadito la necessità di concludere la stagione in corso almeno per quanto riguarda la serie A. «Siamo favorevoli - ha spiegato Morrone - anche se i protocolli di sicurezza andranno probabilmente rivisti dal punto di vista della quarantena di una squadra intera se un giocatore dovesse risultare positivo al virus. Su questo, lo stesso presidente della Federazione, Gravina, ha avuto la disponibilità del Governo nel caso in cui la curva dei contagi continuasse a scendere nelle prossime settimane. Detto questo, a mio avviso la serie A tornerà in campo e, ripeto, come associazione preferiremmo questa soluzione. Dobbiamo percorrere tutte le strade possibili per far riprendere il campionato, ovviamente, sempre in massima sicurezza».

La ragione in favore della ripresa del massimo campionato è sin troppo semplice. «È anche brutto dirlo - ha proseguito Morrone - ma l’aspetto sportivo potrebbe anche passare in secondo piano, considerando che non tutti i lavoratori del mondo del calcio guadagnano milioni, quindi c’è anche la necessità di preservare i posti di lavoro. Con la sospensione del campionato il movimento entrerebbe in crisi, infatti solo concludendo il campionato arriverebbe l’ultima tranche dei diritti televisivi. Auspichiamo dunque che si possa ripartire».

D’altro canto, sono risorse che le società hanno già inserito nei bilanci. Insomma, come si suol dire, pecunia non olet. Anche il comunicato di valenza europea che le tifoserie hanno sottoscritto per prendere posizione a favore della chiusura dei campionati, passa inevitabilmente e tristemente in secondo piano. E pensare che sino a una trentina d’anni fa, o giù di lì, erano proprio i tifosi con la loro presenza massiccia allo stadio la fonte principale da cui le società attingevano le loro risorse. «Il calcio è la terza industria più importante d’Italia con il suo fatturato di quasi cinque miliardi di euro - ha aggiunto il presidente dell’Adicosp - che porta all’erario circa un miliardo e quattrocento milioni. Insomma, il calcio non è solo sport, anche se la competizione sportiva deve essere predominante». E se alla fine non ci saranno le condizioni per la ripresa del calcio giocato? «C’è una indicazione della Uefa che invita, laddove non si possa terminare la stagione, a dare valenza al risultato sportivo maturato nel momento dell’interruzione, purtroppo le decisioni che saranno prese non soddisferanno tutti - ha ribadito Morrone - la serie B? Ad oggi non si sa ancora, però la vedo un po’ più dura, perché le società difficilmente saranno in grado di sostenere la spesa per i protocolli come invece la serie A può fare. Però vorrei sottolineare che come Adicosp avevamo chiesto al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora di attivare anche per il calcio la cassa integrazione in deroga, soprattutto per la serie C, e questa è stata inserita nell’ultimo decreto rilancio varato dal Governo. Siamo molto soddisfatti, è una conquista importante per il calcio».

Alfonso Morrone in chiusura di intervista ha trovato anche il tempo per due battute sulla situazione che vive oggi la Massese, proprio nell’anno del cinquantenario dalla storica promozione nella serie cadetta. «Peccato che sia finita in Eccellenza, quella bianconera è una bella piazza - ha concluso il presidente nazionale di Adicosp - più in generale credo proprio che il calcio dilettantistico non riprenderà per i costi che sono insostenibili per rientrare nelle recenti normative nazionali». —

Alessandro Tabarrani

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