Il presidio
Foresta va giù duro: «Il Carpi in B è una pagliacciata»
carrara
«Carrara è stata la mia fortuna», parola di Giovanni Foresta. Il centrocampista, inamovibile nello scacchiere della Carrarese di Silvio Baldini, si racconta nella diretta social della società marmifera. Dall'esordio al campionato sospeso, nel mezzo le stagioni a Carrara, dall'infortunio al rientro con la fascia da capitano, passando per Javier Zanetti come idolo da tifoso interista e Ciccio Tavano, eletto come giocatore più forte con cui abbia giocato.
Il beniamino della tifoseria parte da un aneddoto sul trasferimento alla Carrarese dopo aver vestito le maglie del Crotone (giovanili comprese), Catanzaro e Messina. «Avevo quasi firmato per il Catania, c'era il mio mister di Messina, Cristiano Lucarelli. Poi all'ultimo saltò, dicevano per via di una mia pubalgia. Richiamai così la Carrarese che mi aveva contattato. Baldini era un po' risentito, ma gli ho spiegato che se do la mia parola, come avevo fatto con Lucarelli, è quella. Avevo anche altre offerte, poi però ho scelto Carrara. Quando sono arrivato ho incontrato Baldini con cui ci siamo chiariti. Avrei fatto male ad andare in un'altra squadra: la Carrarese è stata la mia fortuna», rivela l'azzurro che trova nel 2018 l'anno della sua consacrazione dopo una prima stagione un po' travagliata. «Sono stati tutti anni belli – fa il punto - con giocatori importanti che avevano fatto altre categorie, fa piacere giocare con giocatori così per qualsiasi ragazzo e diventa uno stimolo anche per noi, fai una corsa in più per far vedere di essere all'altezza».
Poi nel dicembre 2018 quell'infortunio contro la Pistoiese, nel miglior momento suo e della squadra. «È destino: era l'ultimo secondo della partita. Ricordo il dolore forte. A primo impatto lo immaginavo, ma pensavo in una classica distorsione; in ospedale quando mi hanno detto della rottura del perone mi sono tranquillizzato, pensavo di ritornare ad aprile – riepiloga – poi però il medico, dopo l'operazione, mi aveva detto che sarebbe stato un infortunio da 6-8 mesi e che bisognava valutare anche le effettive condizioni al rientro. “Non ti posso dire che rientrerai al 100 per cento”, mi aveva detto ed è stata la cosa più brutta. Per questo ringrazio davvero tutti, a partire dal mister e dalla società, i compagni, i tifosi e lo staff, li sarò sempre grato», sottolinea Foresta.
«Nonostante non fossi in campo, il gol di Biasci a Vercelli nei playoff rimane forse l'emozione più bella della mia carriera. Ero a casa e mi veniva da piangere. Nessun rammarico per non aver disputato i playoff, con Foresta in campo non sarebbe cambiato nulla, avrei dato il massimo come sempre, ma la differenza viene fatta dal gruppo, non dal singolo», va avanti. E adesso quei playoff spera di giocarseli, perché per lui la recente scelta della quarta promossa è «una pagliacciata spero di potermi giocare i playoff, magari tra seconde e miglior terza per la B». —
luca barbieri
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