Meteo
Il mister del Vallizeri: «Il calcio è divertimento non possiamo correre dei rischi per questo»
Matteo Della Bartolomea: «Per la ripresa servono risorse, altrimenti molte squadre rischiano di sparire sul serio»
massa-carrara
Il mondo del calcio dilettantistico va verso la sospensione in vista del Consiglio Federale in programma l'8 maggio.
Iniziamo dalla Terza categoria per sentire gli addetti ai lavori, campionato interrotto nel momento clou, si stava rivelando uno dei tornei più avvincenti degli ultimi anni. Quindici squadre che dal 15 settembre scorso hanno dato vita ad uno dei tornei più interessanti del calcio della nostra provincia, a otto giornate dalla fine ben cinque compagini erano in lotta per il titolo, con l'agguerrita corsa al piazzamento playoff. Dal Cerreto favorito, poi Montagna Seravezzina che incalzava, seguita da un tris di club come l'Azzurra e le due sorelle lunigianesi Mulazzo e Vallizeri, con l'eventuale inserimento dello Spartak Apuane. Abbiamo scambiato due parole con il tecnico del Vallizeri Matteo Della Bartolomea, subentrato in corsa nel club bianco azzurro al secondo anno di attività.
Mister il calcio dei dilettanti ha i giorni contati, cosa ne pensi ? «Allo stato attuale è inevitabile. Ci sono squadre di serie A e B che non hanno mezzi e strutture per rispettare il protocollo, immaginiamoci dalla serie D in giù. Purtroppo, ancora dopo due mesi dalla nostra interruzione ci sono altre priorità: la salute, il lavoro. Mi sembra irresponsabile puntare i piedi per tornare negli impianti senza le dovute cautele e vedo solo un falso interesse nel parlare di questo. Ho letto tanto e ascoltato tutti o quasi, chi ha posizioni buone nella classifiche sta forzando per ripartire, chi invece sta lottando per non retrocedere chiede l’annullamento della stagione, nel mentre si è risparmiato anche qualche rimborso. Di cosa stiamo parlando?».
Come state vivendo questo lungo periodo di inattività? «Sento i ragazzi quasi quotidianamente, innanzitutto per sapere il loro stato di salute e delle loro famiglie e poi perché comunque mando settimanalmente un programma di lavoro da svolgere nelle loro abitazioni. Quando ho accettato la panchina ho preso un impegno con la società ma soprattutto con i ragazzi e quindi mi sembrava giusto e doveroso arrivare in fondo nella maniera più professionale possibile. Finché ci sarà un briciolo di speranza dobbiamo crederci e se come sembra non si ripartirà beh, ho avuto l'ennesima conferma che fino in fondo si sono comportati da veri uomini e da professionisti. Dal punto di vista della mentalità questo gruppo di ragazzi è notevolmente migliorato e la classifica rispecchia ciò che di fantastico hanno fatto. Il lavoro alla lunga paga sempre, dispiace solo non aver portato a termine il tutto, sarebbe stato un vero miracolo sportivo. Approfitto di questa possibilità per ringraziarli, vada come vada mi hanno dato tanto, tantissimo».
Qualsiasi decisione verrà presa, ci saranno delle conseguenze per il calcio toscano? «Non sono io a dover dare giudizi e consigli su ciò che dovrà fare la Federazione in caso di stop. È chiaro che soprattutto a livello dilettantistico prima di ripartire è giusto tornare a una normalità vera e propria, nessuno di noi può essere messo a rischio per un divertimento. Non dimentichiamoci però che è proprio a questi livelli che il calcio ha bisogno di sussidi economici importanti, per la sicurezza, per impianti e materiali, e questo già prima della pandemia. Il nostro auspicio è che la Lega Dilettanti possa ottenere risorse, perché non è da escludere che la maggior parte delle nostre squadre il prossimo anno rischino di non ripartire», chiude Della Bartolomea. —
bruno fazzini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
