Il presidio
Annullato anche il Giro della Lunigiana
Gli organizzatori del Casano: «Non ci sono le condizioni sanitarie ed economiche. È saggio rinviare la corsa al 2021»
massa-carrara
Visto che tutto il movimento ciclistico è stato fermato, al momento fino a giugno, qualche dubbio ci era sorto in relazione alla disputa delle gare dilettantistiche e giovanili della nostra zona, visto che era stato annullato in precedenza il Gp Liberazione Città di Massa ma comunque per il dopo giugno ancora nessuna segnalazione era arrivata dalla Fci. Il Buffoni per esempio, corsa internazionale di un giorno, è ancora in attesa. Così non è stato per il 45° Giro della Lunigiana, ufficialmente annullato, che essendo di cinque tappe e su due province e tanti comuni (dal 3 al 6 settembre) ha bisogno di tutta un’altra organizzazione. Perciò gli organizzatori del Casano hanno deciso di rinunciare alla corsa.
«Quest’anno più che mai la macchina organizzatrice dovrebbe partire subito in quanto essendo una gara a tappe internazionale prevede per più giorni l’aggregazione e il soggiorno in strutture alberghiere di circa 400 persone provenienti da tutto il mondo, per cui rispetto alle normali edizioni è necessario e prioritario programmare la manifestazione sotto l’aspetto sicurezza sanitaria - scrive il Casano - questo non è possibile perché la situazione sanitaria è talmente preoccupante e complessa che le autorità preposte non sono in grado di sapere come questa si evolverà, di conseguenza stabilire attualmente quale protocolli di sicurezza dovranno essere messi in atto nella fase di preparazione del Giro e soprattutto quelli da mettere in atto durante lo svolgimento delle tappe. Queste incertezze impediscono di avere indicazioni precise. Particolare importante è che un buon numero di atleti a quella data non avranno ancora compiuto la maggiore età, per cui grande responsabilità per accompagnatori e organizzatori». Prosegue: «È inoltre impensabile affrontare l’organizzazione di un evento di questa portata con le istituzioni già alle prese con la gravosa gestione delle problematiche prioritarie dovute al Covid-19. Anche l’aspetto economico necessita di una verifica, per noi organizzatori non ci sarebbe il tempo per trovare eventuali risorse alternative».
Concludono gli organizzatori della corsa: «Siamo convinti che darci appuntamento al settembre 2021 sia la più saggia delle decisioni, con l’impegno a utilizzare questo maggiore tempo a disposizione per preparare un 45° Giro della Lunigiana di alta qualità tecnica, di grande promozione per il territorio e per il ciclismo italiano». Una grossa perdita dunque di immagine, promozione turistica ed economica, e di sport puro. —
ALDO ANTOLA
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