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Ju-Jitsu, dai marinai in porto alla Nama con base ad Avenza

ivan zambelli
Ju-Jitsu, dai marinai in porto alla Nama con base ad Avenza

La disciplina si inizia a diffondere sul territorio a inizio anni Novanta grazie a Guido Nicoli, adesso ha molti appassionati e istruttori in tutta la provincia

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carrara

La diffusione a livello mondiale del Ju-Jitsu risale ai primi del ‘900, con l’apertura delle prime accademie. Il 26 ottobre 1905 a Parigi si tenne un incontro dimostrativo con un valente pugile: questi venne sconfitto in appena 26 secondi. In Italia il Ju-Jitsu arrivò nello stesso periodo attraverso i marinai che operavano in estremo Oriente, e per molti anni la sua storia è stata quasi la medesima del Judo, da cui quest’arte deriva.

A portare il Ju-Jitsu nel nostro territorio, in particolare a Carrara, è stato Guido Nicoli. La sua attività sportiva inizia nel 1968 nella Società pugilistica carrarese, nel 1982 passa al Karate dove partecipa a diversi tornei nazionali, dieci anni dopo scatta l’amore per il Ju-Jitsu, metodo Robert Clark. Pugilato, Karate, Ju-Jitsu ma non solo; la sua passione per le arti marziali ha continuato, portandolo dal 2011 a studiare il filippino Kali Escrima e il Krav Maga. Un insieme di dottrine racchiuse in un solo uomo, che dal 2013 vengono trasmesse nella National Academy of Martial Arts (NAMA) di Avenza e nelle altre sedi a Carrara e Marina di Carrara, Massa e Marina di Massa, Ortonovo. Guido Nicoli tiene anche corsi di formazione per istruttori, alcuni dei quali hanno aperto dei distaccamenti a Genova, La Spezia, Bari, ma anche fuori dai confini nazionali, a Sofia e Burgas in Bulgaria e a Novosibirsk in Russia. Nelle diverse palestre il Maestro viene coadiuvato da diversi istruttori, compresi i due figli Andrea e Laura. I corsi, per adulti e bambini ma con programmi differenziati, sono di Ju-Jitsu, Ko budo (armi tradizionali giapponesi), Kali Escrima, Krav Maga, NAMA street defense system, quest’ultimo ideato da Nicoli grazie alla sinergia delle sue conoscenze marziali.

Da circa 25 anni Guido Nicoli organizza seminari internazionali con ospiti provenienti da tutto il mondo, che portano sul nostro territorio diversi visitatori. A novembre si tiene la “Maratona del Ju-Jitsu”, dove gli istruttori, provenienti anche da altre accademie o scuole, propongono diverse tecniche che poi gli allievi devono riprodurre; a giugno invece si tiene un evento dimostrativo per soli maestri; le sessioni di esame per gli allievi sono sempre due, una a febbraio per le cinture fino a quella nera e a giugno per i successivi dan. Il Ju-Jitsu, essendo uno sport di difesa, non contempla finalità competitive. Di conseguenza, le gare si svolgono sulla base di punteggi, a seconda della riuscita o meno delle tecniche di posizione, caduta, parata, colpo, lotta a terra.

Attualmente i corsi sono fermi e non vengono fatte sessioni online perché, come spiega Laura Nicoli, «le video-lezioni danno diversi problemi: il Ju-Jitsu si sviluppa in coppia, e non possiamo insegnare cose che gli allievi non hanno ancora visto dal vivo, perché rischiano di incorporare movimenti sbagliati che dopo sarà difficile correggere. Alcuni non dispongono dello spazio e degli strumenti necessari, come il tatami. I bambini poi stanno già molto davanti al pc per seguire le lezioni scolastiche, sono molto impegnati, e i genitori dovrebbero seguirli nell’attività fisica. Detto questo, continuiamo a restare in contatto, mandiamo un video a settimana su cose già sperimentate che possono fare quando hanno tempo». —

ivan zambelli

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