Il Tirreno

L’anticipazione 

Carrarese: subito le prime in B, sorteggione per le altre in zona playoff

Luca Santoni
Mister Silvio Baldini
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Mister Silvio Baldini

Tra tutte le aventi diritto, tra cui la Carrarese, un altro posto Intanto il presidente Ghirelli scrive a Baldini: prima la salute

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CARRARA. Spunta l’ipotesi promozione in B diretta per le attuali prime classificate, e sorteggione per chi è in zona playoff. È il portale Tuttoc.com ad anticipare che il Consiglio Federale ha deliberato la sospensione del Campionato di C e l’effettuazione di quattro promozioni dalla C alla B, col blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla D alla C per il 2020/21. Dunque le prime dei tre gironi, Monza, Vicenza e Reggina più una quarta che uscirebbe da un sorteggio tra la lunga lista delle aventi diritto a partecipare ai playoff, con un criterio in cui le meglio piazzate, come la Carrarese, salterebbero dei turni. Attenzione, sono ipotesi. Il tutto dovrà essere approvato il prossimo 4 maggio, nell’assemblea sulla proposta di riforma per la Lega Pro e che anticiperà il Consiglio Federale dei giorni successivi che dovrà ufficializzare il tutto.

«Il Consiglio Direttivo di Lega Pro - si spiega in un comunicato ufficiale - ha dato mandato al Presidente Ghirelli di convocare la prossima Assemblea lunedì 4 maggio, a ridosso del Consiglio Federale. Il Consiglio Direttivo, riunitosi ieri sera e questa mattina in videoconferenza ha discusso sull’evoluzione del campionato e porterà all’attenzione della prossima Assemblea la proposta di soluzione da sottoporre al Consiglio Federale. Lega Pro, rispetto alla altre Leghe, ha una propria specificità e il coronavirus sta causando un impatto molto grave sui 60 club. Le squadre, già in difficoltà economica e finanziaria prima della diffusione del virus, non hanno più alcuna entrata e rischiano il default».

E intanto, in una lettera aperta indirizzata a Silvio Baldini, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli si rivolge al tecnico della Carrarese per fare il punto sulla Serie C ai tempi del coronavirus: «Caro mister, sei veramente una “bella” persona, forte e decisa. Il calcio viene molto dopo la salute. Ci siamo fermati il 21 di febbraio per Piacenza-Sambenedettese e nella notte, tra il 21 e il 22 febbraio, telefonai ai club delle partite che si sarebbero dovute disputare in Veneto ed in Lombardia per dir loro che l’indomani non dovevano spostarsi perché avrei fermato le partite. Ora, è dura riprendere, perché se si vuol fare calcio il Protocollo sanitario va applicato dalla Serie A alla terza categoria, il “maledetto” non distingue le categorie. Noi quel protocollo nella data situazione di oggi non siamo in grado di applicarlo. Dobbiamo spostarci in avanti, molto in avanti nel tempo e augurarci che il “maledetto” attenui la sua devastante virulenza, la scienza (analisi, farmaci) progredisca rapidamente e ci fornisca strumenti più efficaci per curare, per lenire i dolori e per evitare che un infetto inneschi un “focolaio”. In quest‘ultimo caso, se si verificasse sarebbe un disastro per il sistema calcio. Fermi dal 21 febbraio, vuol dire per i club disagi enormi, penso a te, al tuo team, ai calciatori. Sarà un calcio diametralmente diverso da quello patinato, il calcio dei valori e più legato al territorio. Sono un visionario? Si, lo confesso. Solo che, ora, questa sarà la realtà, per questo ci sarà più bisogno del calcio che fa bene al Paese, cioè la Serie C. Fermo restando che, auguro a te, di realizzare il tuo sogno, che è quello di portare la Carrarese in Serie B. Ho detto prima dei disagi tuoi e dei calciatori ma, contemporaneamente, penso a quelli dei presidenti. Da quel giorno non è più entrato un euro dagli stadi. Nel girone di andata, facendo un lavoro bestiale, avevamo avuto 600.000 spettatori in più, oggi abbiamo gli stadi vuoti. Il ministro Spadafora [...] sa che c’è un calcio che si è fermato dal 21 febbraio, un calcio responsabile e conseguente alla scelta enunciata che la salute fosse al primo posto. Però, questa scelta inevitabile ha scassato, non solo le certezze fatue che avevamo ma anche le casse del club. Ecco perché abbiamo bisogno di ammortizzatori sociali e liquidità. Quando? Ieri. Mi fa piacere interloquire con te».  
 

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