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Salta la rimpatriata degli “eroi” della C1

Alessandro Tabarrani
Salta la rimpatriata degli “eroi” della C1

L’ex numero 10 stagione 1990/91 Mauro De Angelis: «Un po’ per il virus, un po’ per miei problemi familiari»

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Nel grande libro dei ricordi bianconeri, c’è una stagione che è entrata di diritto nel cuore e che, soprattutto in questo momento, rappresenta un filo dorato che tiene assieme tutti i protagonisti di quella stagione, tifosi compresi.

È la Massese che nella stagione 1990/91 toccò il cielo con un dito grazie alla promozione in C1 al termine di una cavalcata appassionante. Quella Massese, guidata da Giuliano Zoratti e con Fausto Manfredi alla presidenza, è ancora viva negli occhi dei tifosi nonostante siano trascorsi trent’anni. Una promozione che certificò un legame fortissimo tra chi quell’impresa la portò a termine, maturando una vera e propria fratellanza che si sublima nell’annuale rimpatriata all’interno della “Festa dell’Orgoglio Massese - Memorial Nino Vita”.

L’organizzatore principe è chi indossava la maglia numero 10 in quella cavalcata, ovvero Mauro De Angelis, rimasto legatissimo alla Massese e ai suoi tifosi. Purtroppo però quest’anno la rimpatriata non ci sarà e non per colpa del Covid-19, come Mauro ha spiegato: «Al di là del virus, la festa sarebbe stata rinviata comunque perché ho avuto dei gravi problemi familiari e quindi non avevo tempo di organizzare. Di fronte a queste priorità ho dovuto anche lasciare la squadra che allenavo. Vorrà dire che ci rivedremo il prossimo anno e ci abbracceremo più forte sperando che questa emergenza sia passata». L’ex bianconero si esprime anche sull’eventuale riapertura dei campionati. «Riaprire come sembra a fine maggio credo sia un azzardo siamo in un momento dove si ha paura anche ad uscire per affrontare le necessità quotidiane e penso che sarebbe giusto terminare qua i campionati non assegnando lo scudetto e congelando le retrocessioni. La salute è la prima cosa e comunque questo discorso vale per tutti i campionati, perché mentre in serie A ci sarebbero i controlli adeguati per la sicurezza, nelle categorie dilettantistiche sarebbe più complicato osservare in modo stringente le regole».

Poi si torna a parlare di Massese. «Quando ripenso i momenti vissuti a Massa mi emoziono sempre perché mi vengono in mente tutti i ricordi - ha concluso De Angelis - non riesco a capire perché la Massese si trovi in queste condizioni, è incredibile che non ci sia un imprenditore che metta a posto le cose, lasciando stare Manfredi che, se non fosse alle prese con problemi di salute, secondo me sarebbe rientrato. Vedere una piazza importante come quella bianconera ridotta così fa male al cuore». —

Alessandro Tabarrani

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