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carrarese/lo sfogo di caccavallo 

«Siamo senza stipendio e lavoro: e la politica cosa fa?»

Luca Santoni
«Siamo senza stipendio e lavoro: e la politica cosa fa?»

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carrara

«C'è differenza tra calciatori di Serie A e calciatori di Serie C». Una lunga lettera aperta rivolta all'Associazione Italiana Calciatori e al suo presidente Damiano Tommasi. Giuseppe Caccavallo lancia un messaggio d'allarme sul suo mondo: la categoria dei calciatori. Lo sguardo preoccupato di “Salta la ramata” si rivolge soprattutto a chi, fra i suoi colleghi, percepisce contratti minimi e chi rischierà di non vedere un euro in caso di fallimento delle società. Eventualità, quest'ultima, tutt'altro che improbabile in Lega Pro, in previsione della crisi economica che l'Italia dovrà affrontare nei prossimi mesi, dopo quella sanitaria.

«La Juve in comune accordo con la squadra – commenta Caccavallo - ha fatto rinunciare un mese e mezzo di stipendi. Guadagnano 5-6-7-30 milioni di euro annui e giusto che sia così. (Politici che guadagnano cifre assurde per non far nulla, ancora non abbiamo visto né sentito un taglio di stipendi). Ma si parla solo di calciatori e basta. Ritorniamo a prima, “altre squadre di A potrebbero prendere esempio dalla Juve” e sicuramente lo faranno, perché hanno le possibilità economiche per farlo e difficilmente, dico difficilmente, possono “fallire”. Adesso parliamo della Serie C, dove la maggior parte dei presidenti non vuole pagare, dove le società che già “prendevano per c... i calciatori su contratti ridicoli, non pagando indennità ecc”, potrebbero e molto probabilmente falliranno. In questo periodo di crisi mondiale, i calciatori di C molto probabilmente non potranno garantire un qualcosa ai propri figli, non potranno pagare un mutuo, ricordiamo a tutti che i nostri contratti sono a tempo determinato, e non pensate che in C si guadagnino soldi, c’è anche chi guadagna 1300 euro al mese. Probabilmente a fine di tutto ciò ci ritroveremo senza una società, senza una squadra, senza un posto di lavoro, tutto questo perché chi dovrebbe tutelare le serie minori non l’ha mai fatto. Un ultima cosa: in C l’ultimo stipendio è stato a marzo, e le società i prossimi stipendi li pagherebbero a giugno, dopo tre mesi. Adesso chi tutela la serie C quando il 20 giugno il 70% dei presidenti non pagherà lo stipendio, oppure non troverà un accordo per un taglio, oppure, molto più grave, la società di calcio fallirà? Quando una società di calcio fallisce, i soldi non li prenderai mai e dico mai, perché chi dovrebbe tutelarci, racconta solo chiacchiere».

Quello di Caccavallo è anche un duro sfogo contro la classe politica. «Noi almeno – termina poi il giocatore - regaliamo sorrisi e speranza ad uno o più bambini. Voi, e dico voi, che C... regalate?». Dopo lo tsunami coronavirus tutte le realtà sociali italiane saranno destinate ad affrontare una crisi economica e Caccavallo ha voluto puntare i riflettori sulla categoria a cui appartiene, pensando anche ai colleghi meno tutelati di lui. —

Luca Santoni

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