Giorni di riunioni in video per capire cosa fare della Serie C
carrara
Un paio di riunioni in videoconferenza. Prima, quella di martedì scorso, tra i vertici delle varie leghe, dalla serie A ai dilettanti. Oggi un'altra videoconferenza, con «tutte le componenti federali (compresi calciatori, allenatori e arbitri)», come recita il comunicato della Figc del presidente Gabriele Gravina.
Due incontri per fare il punto sull'emergenza coronavirus, per tratteggiare gli scenari e istituire tavoli per fronteggiare la situazione e sciogliere i primi nodi. Mentre tutto il calcio è fermo e anche gli azzurri di Silvio Baldini sono lontani dal rettangolo di gioco (gli allenamenti sono sospesi per adesso fino al 3 aprile), la palla in questi giorni è passata ad altre sedi. Una situazione in continua evoluzione.
E così il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha fornito il punto per la terza serie. «Il coronavirus è l’occasione per il calcio italiano per ragionare a sistema e ripensare questa disciplina nel profondo, come farla tornare a essere uno strumento sociale utile alla collettività, come ripensare l’esperienza dello stadio e dei tifosi una volta che la crisi sarà terminata», ha spiegato il presidente dopo aver consegnato alla Figc lo studio condotto da PwC Tls sull’impatto potenziale della questione coronavirus sulla Lega Pro. «L'impatto potenziale – si legge – per la stagione corrente e per la prossima, va da un minimo di circa 20 milioni di euro a un massimo di circa 84 milioni. Si stima un impatto economico fino a circa il 30% di contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre, un impegno da parte del sistema della serie C non sostenibile con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza».
Un report - e un appello - sulle 60 società che compongono i tre gironi e sull'indotto che generano. «La stima dell’impatto è stata calcolata sulla base del verificarsi di tre differenti scenari, a seconda del protrarsi della pandemia – viene spiegato – il primo è uno scenario “porte aperte”, nel quale si prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa dei playoff e dei play out a porte aperte. C’è poi uno scenario “porte chiuse”, per il quale si ipotizza la conclusione della stagione in corso con partite a porte chiuse. Il terzo scenario, chiamato “stop campionato”, prevede il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione. Per ciascuno di questi scenari è stato stimato un impatto economico derivante da eventi diretti certi, come ad esempio il mancato incasso da botteghino ed eventi probabili», si legge ancora.
Nel frattempo (come scriviamo nelle pagine dello sport) il presidente della Fifa Gianni Infantino ha scritto una lettera al bomber della Carrarese Saveriano Infantino, suo omonimo e testimonial della campagna della Lega Pro contro il razzismo. —
luca barbieri
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