Il Tirreno

protagonisti nel cagliari rivelazione due ex azzurri 

Devoti: vi racconto Carli e Maran, entrambi con la Carrarese nel cuore

Luca Santoni

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Carrara. L'ex dirigente azzurro Walter Devoti ricorda Marcello Carli e Rolando Maran: due volti storici della Carrarese anni '80 e '90, tra gli artefici della straordinaria marcia del Cagliari, stasera in campo nel posticipo con la Lazio.

Marcello Carli, direttore sportivo dei rossoblu, da giocatore ha disputato due stagioni a Carrara dal 1987 al 1989, vincendo la C2 con Corrado Orrico (subentrato a Lido Vieri) e poi vivendo il campionato successo in C1 sotto la guida di Marcello Lippi. «Vieri aveva già avuto Carli a Massa e lo volle qui a tutti i costi», racconta Devoti. «Fu un acquisto eccellente. I compagni gli volevano tutti bene, perché era un ragazzo generosissimo dentro e fuori dal campo. Un vero guerriero e un uomo spogliatoio. Orrico non manifesta facilmente simpatie per giocatori, ma per Carli aveva un debole, perché lo vedeva sempre primo negli allenamenti e correre più di tutti. Vi racconto un paio di aneddoti per far capire cos'era Carli. Eravamo partiti per vincere il campionato e ci trovavamo ultimi in classifica. Marcello in quel periodo aveva il padre che stava per morire. Quando capì che Vieri sarebbe stato esonerato, rinunciò al suo giorno libero, per fare il giro di tutti i dirigenti e convincerli a non mandare via l'allenatore. Altro esempio: durante un allenamento un suo compagno un po' nervoso, perché giocava poco, gli fece un'entrata incredibile. Ci spaventammo tutti, perché Carli era un giocatore importante e dovevamo giocare a Montevarchi uno scontro che valeva come uno spareggio. Poteva essere un infortunio gravissimo, ma Carli andò a consolare il suo compagno, minimizzando la cosa. Orrico non la prese altrettanto sportivamente con quel giocatore. Non vi dico cosa accadde».

Devoti passa a Rolando Maran, attuale tecnico del Cagliari, arrivato a Carrara nella stagione 95-96. «Il grande merito di aver preso Maran è di Silvio Baldini – spiega Devoti - che lo voleva per sistemare la difesa. Io non ero d'accordo inizialmente, perché era a fine carriera. Andammo a parlare col Valdagno, dove giocava, e non lo volevano cedere. Maran però aveva simpatia per Baldini, sapeva che era un innovatore e volle venire a Carrara. Qui fece benissimo. In pratica era un allenatore in campo. Parlava coi compagni, dava sicurezza alla difesa e favorì la maturazione di Cottafava, ma soprattutto di Matteazzi. Fu un grande uomo spogliatoio e un ottimo calciatore, perché, anche se non era più rapidissimo, capiva in anticipo come muoversi in campo. Qualche stagione dopo stavamo cercando il nuovo allenatore ed il presidente Luciano Grassi disse: «Prendiamo Maran che diventerà un grande tecnico”. Maran sarebbe venuto di corsa, ma ai tempi allenava la Berretti del Cittadella e aveva un contratto per l'anno dopo. Contattammo il presidente Gabrielli, ma non lo volle liberare, perché aveva già intenzione di affidare a Maran la guida della prima squadra. Peccato. Entrambi portano la Carrarese nel cuore». —

Luca Santoni

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