Il Tirreno

L’INTERVISTA A GIUSEPPE DI FRESCO 

«Bene i giovani e superlativo Tiberi»

A.A.
«Bene i giovani e superlativo Tiberi»

Il ds della Fabrimar elogia le competizioni sul territorio E poi bacchetta: «Serve un circuito per i nostri ragazzi»

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Massa. È praticamente finita la stagione ciclistica ed abbiamo approfittato per fare il punto della situazione sia per questa appena conclusa che pensando al futuro con Giuseppe Di Fresco, tecnico ed esperto del settore. «Per quanto riguarda i campionati - inizia il ds della Fabrimar - del mondo abbiamo ben figurato e gli juniores sono stati bravi, a partire dalle crono con un superlativo Tiberi che malgrado il guasto meccanico che tutti abbiamo visto, è andato fortissimo. La mia idea è che avendo cambiato bici ha ripreso la sua personale che ha usato tutto l’anno e senza il frequenzimetro, il computerino della bici ufficiale non avendo più parametri di riferimento è andato a sensazioni e la rabbia e la cattiveria l’ha spinto a dare più del dovuto, al massimo di se stesso e questo più del dovuto unito alla sua grande condizione l’ha spinto a trovare quel risultato che abbiamo visto. Conosco molto bene Tiberi, ha un grande avvenire, ha forza ed intelligenza. Per quanto riguarda la strada siamo andati bene con un ragazzo che forse non era preventivato essendo stato sacrificato all’inizio ed ha raggiunto il bronzo, parlo di Martinelli. Siamo andati bene».

Poi Di Fresco analizza le squadre e gli atleti locali. «Per quanto riguarda la nostra attività juniores in provincia abbiamo tre gare che sono il fiore all’occhiello internazionale, parlo del Lunigiana, del Gp Liberazione e del Buffoni. Parlo del Turano dominato da gli stranieri ma con gli italiani protagonisti, è una gara che andrebbe tutelata anche di più a livello di amministrazione perché devono rendersi conto della sua importanza e che tutta Italia ci invidia. Noi le abbiamo gli altri no. Il Trofeo Buffoni è una anticipazione dl campionato del mondo con tutti i migliori di alto livello. Ha vinto un ragazzino al primo anno, Gianmarco Garofoli, che aveva già vinto da allievo a Resceto, si vede che Massa gli porta bene, sicuramente una provincia che gli piace parecchio. È un circuito che si concentra tutto nella zona di Montignoso, una delle corse più belle in Europa. E poi il Giro della Lunigiana, la gara a tappe più importante al mondo e siamo riusciti negli ultimi due anni a portare una tappa a Massa, a Casette che è diventata la tappa regina e stiamo cercando di dare continuità . Quest’anno ha vinto Andrea Piccolo un italiano, dopo Innocenti del 2017, abbiamo visto Brenner tedesco molto forte al primo anno arrivato terzo al mondiale crono a dimostrazione del livello molto alto e tanti stranieri che erano al mondiale».

«Per quanto riguarda lesquadre della nostra zona –continua Di Fresco – ciclismo locale, l’ho detto mille volte, dobbiamo ripartire dal settore giovanile ed ogni anno abbiamo moltissimi ragazzi che vorrebbero correre in bici. Io ho una squadra di bimbi, ho delle persone che fortunatamente gli vanno dietro tutti i giorni e si allenano intorno allo stadio però non è una situazione bella, non abbiamo un circuito tutto nostro, in sicurezza, dove poter far allenare le squadre, non esiste. C’era un progetto che non so se esiste ancora ma mi sembra sia andato nel dimenticatoio. Bisogna capire che se va avanti cosi il settore giovanile andrà a morire. Bisogna capire che non si possono portare i ragazzini ad allenarsi nel lungomare o sull’Aurelia nel mese di agosto perché si rischiano troppi incidenti». —

A.A.

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