Italia
Baldini finalmente si gode la sua Carrarese «È scoccata la scintilla, inizia lo spettacolo»
Il tecnico sorride dopo il blitz all’Artemio Franchi di Siena: «Ma non dobbiamo perdere l’umiltà. Maccarone? Gol da serie A»
CARRARA. È un Silvio Baldini più sollevato e ancora più ottimista, quello che parla dopo lo storico 2-0, firmato Maccarone-Caccavallo, che domenica ha mandato al tappeto la Robur Siena.
Mister, la scintilla che aspettava, finalmente è arrivata.
«Si, è vero, la cercavamo e finalmente l'abbiamo vista. Ora che la macchina s'è messa in moto, dobbiamo solo farla correre più forte possibile».
La Carrarese non vinceva a Siena da 22 anni. Anche lei, è la prima volta che batte la Robur da ex. La squadra ha risposto bene al lavoro svolto.
«Siamo partiti un po’ troppo sottotono, ma tolti i primi dieci minuti i ragazzi hanno disputato una grande partita, visto anche il momento e le situazioni che stavamo vivendo. Sono stati veramente straordinari».
La prestazione di Siena permette alla squadra di scrollarsi di dosso tutte le scorie negative di queste prime settimane di campionato.
«Questa vittoria ci aiuterà a preparare meglio la partita di domenica prossima (contro la Pistoiese, nda). È vero che ogni impegno ha le sue particolarità, ma quando vinci questo tipo di partite, la fiducia e l'autostima crescono. Inoltre, più giocheremo e più cresceremo, perché ora la condizione generale aumenterà e tutti daranno sempre di più. Le gare come quella di Siena ti danno una forza tale che puoi centrare anche dieci vittorie di fila, se il gruppo non molla un centimetro nel carattere. Sono queste cose che ti portano a fare una serie di risultati impensabili. Però sempre con i piedi per terra. Alla base ci devono essere il lavoro e l'umiltà, sapendo che, senza lo spirito di sacrificio e lo spirito di squadra, non si va da nessuna parte. Lo abbiamo visto nel secondo tempo di Pontedera, dove ognuno voleva andare a risolvere la partita per conto proprio».
Sopra le righe il terzetto di centrocampo. Foresta, poi, ha dato l'anima. Praticamente s'è visto ovunque in campo.
«Ha dato anche la palla per il 2-0 di Caccavallo. Il raddoppio è stato importante, anche perché ha demoralizzato molto i nostri avversari». Una vittoria centrata senza i vostri tifosi. Avevate un intero “Artemio Franchi” contro, ma questo handicap non ha influito.
«Quando scendi in campo con la testa giusta, puoi vincere contro chiunque. Il peggior avversario che si possa avere è sempre se stessi. Se durante la settimana non mangi bene, non dormi bene, non ti riposi bene, non fai gli allenamenti con l’intensità giusta, poi arrivi alla domenica e il nemico vero ce l'hai dentro di te. Bisogna vivere la settimana, in modo tale che, quando arriva domenica, il tuo nemico lo hai già sconfitto».
Oltre al risultato e alla prestazione, quello che dà fiducia per il futuro, è il modo in cui la Carrarese in queste prime tre settimane sia costantemente migliorata.
«Stiamo crescendo. Man mano che cresci, poi riesci a fare questo tipo di prestazioni, ma non abbiamo finito di lavorare, perché abbiamo un margine di miglioramento ancora grande».
La perla di Maccarone merita un commento a parte. Non era un momento facile per Big Mac, ma questo gol ripaga la fiducia riversata sull'attaccante, che ha festeggiato da poco i 40 anni. «Massimo ha fatto un capolavoro. Io guardo sempre il campo. Quelli che vanno più forte, giocano. Non ho altri metri di valutazione. La fiducia un giocatore se la guadagna col lavoro settimanale. Se durante la settimana uno va più forte dell'altro, gioca. Altre cose non m’interessano».
È bello vedere come un campione, anche se 40enne, sappia ancora stupire. Maccarone si è inventato un gol da cineteca.
«All'Artemio Franchi si è ricordato che su quel campo giocava in un’altra categoria, che era la Serie A, e la mente gli ha fatto scattare la scintilla giusta per tirare fuori dal cilindro quel gesto tecnico. È come quando torniamo nei luoghi della nostra infanzia: proviamo sempre un'emozione particolare. Lui in quello stadio si è tolto tante soddisfazioni e domenica ci ha regalato una magia degna dei vecchi tempi». —
Luca Santoni
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