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«PalaVullo? No, chiedo il minimo sindacale per una squadra di serie A»
massa. In casa Fonteviva c'è amarezza e delusione. Sono i due sentimenti che oggi raccontano meglio lo stato d’animo del presidente Italo Vullo. Oltre diciotto anni di lotta per tenere in vita e far crescere una realtà come la Pallavolo Massa. Tutto questo per poi oggi vedersi accusare a mezzo stampa di inesistenti volontà di monopolizzare gli spazi del nuovo palazzetto cittadino.
«Sinceramente non ho capito l’uscita sul giornale dell’amministrazione comunale – ci dice Italo Vullo - Noi facciamo sport e non politica. La mia intervista dei giorni scorsi riportava esattamente lo svolgersi dei fatti, senza offendere o attaccare nessuno. Nessuno ha chiesto di monopolizzare l’utilizzo del palazzetto. Tutti hanno diritto di utilizzarlo e su questo non ci piove. Vorrei però che fosse chiaro a tutti che nel nostro caso stiamo parlando di una Serie A2 che ha esigenze particolari e non eludibili. Non è questione di "PalaVullo" ma sono necessità indiscutibili per la categoria nazionale di pallavolo. Basta documentarsi o avere interesse per farlo. Non vogliamo fagocitare il nuovo impianto e prove ne sia che non abbiamo chiesto di farci allenare o giocare le giovanili».
Cosa avete chiesto all’amministrazione? «Abbiamo chiesto di poterci allenare al palazzetto e di poterlo fare con una tempistica ed una frequenza congrua ad una squadra professionistica. Tre mattine la settimana per due ore, il pomeriggio per due ore dal martedì al venerdì. A questo aggiungiamo, ma solo limitatamente alle undici gare casalinghe stagionali, la possibilità di montare il campo per la Serie A2 il sabato sera, al termine dell’ultima manifestazione sportiva in programma, e la disponibilità del palazzetto la domenica per allenamento di rifinitura della squadra avversaria e gara alle ore 18. Insomma, il minimo sindacale per una squadra che disputa il secondo torneo nazionale del terzo sport italiano per numero di tesserati».
Sul dibattito sportivo sollevato da Vullo interviene la deputata del Pd Martina Nardi. «Abbiamo una squadra in serie A- dice Nardi- ed è giusto che giochi a Massa, in un palazzetto idoneo, che si alleni spesso e che trovi nel palazzetto il suo punto di riferimento. Di strutture sportive la città di Massa è carente e c’è bisogno di più investimenti e progettazione perché tanti sono gli sport che necessitano di una casa. Il palazzetto non è e non può essere esaustivo, nonostante rimanga al momento l’unica struttura sportiva nuova, realizzata con i soldi del Governo Renzi- Gentiloni e con le energie delle forze di centro sinistra. «Le richieste di Vullo mi sembrano più che legittime- continua la parlamentare- In altri territori le squadre cittadine sono appoggiate, facilitate e amate dalla popolazione».
Vullo aveva chiesto all’amministrazione di potersi allenare tre mattine la settimana per due ore, il pomeriggio per due ore dal martedì al venerdì e durante le gare casalinghe stagionali, la possibilità di montare il campo per la Serie A2 il sabato sera, con la disponibilità del palazzetto la domenica per allenamento di rifinitura della squadra avversaria. «Insomma- commenta la Nardi- il minimo per una squadra che gioca in A2». La deputata del Pd invita quindi l’amministrazione comunale a cambiare passo: “L’amministrazione ha partecipato al bando sport del Governo- ricorda- posizionandosi in fondo alla classifica, per il campo del Ricortola e del Romagnano, e tutto perché il cofinanziamento non era adeguato. Avevano annunciato in modo roboante il finanziamento dei due campi illudendo le società sportive e le tante famiglie che portano i loro figli a giocare . La verità è che non c’è bisogno di annunci ma di investimenti cospicui Bisogna investire per ottenere finanziamenti. Tante associazioni sportive aspettano risposte». —
Nicola Morosini
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