«La Carrarese senza stadio è come un uccello senza ali»
L’intervento accorato dello storico ex dirigente della società azzurra Devoti «Senza i problemi all’ impianto sportivo avremmo potuto vincere il campionato»
«La Carrarese senza lo stadio dei Marmi è come un uccello senza ali». A lanciare quello che vuole essere soprattutto un appello accorato, è Walter Devoti, storico ex dirigente della Carrarese. «Probabilmente qualcuno non ha capito che la Carrarese è una fede. È un fattore sociale e quando sento dire che ci sono altri problemi, m’inc...zo. Ci sono altre priorità, ma anche la Carrarese lo è, perché permette a tanti sportivi di dimenticare i loro problemi quotidiani per un po’. Sono molto dispiaciuto, perché per i play-off avrei voluto vedere lo stadio pieno. Sarebbe stata una festa per tutta Carrara, una città che ultimamente non offre molto e invece abbiamo perso una grande occasione. Nessuno ha la bacchetta magica – spiega l’ex direttore azzurro – ma non condivido neanche questa storia del bando. Il nostro non è lo stadio di Torino. Anche se lo apriamo tutti i giorni, non ci saranno tali entrate da coprire le spese. La cosa più logica sarebbe far gestire alla Carrarese la parte ordinaria, mentre la parte straordinaria è sempre di chi è proprietario. Queste però sono cose che non mi competono. Ci sono persone più capaci di me che sapranno trovare una soluzione. Io ho molta fiducia in questa società. I risultati si ottengono se c’è una grande società, una grande squadra, un grande staff e grandi tifosi. Noi abbiamo grandissimi tifosi da ammirare, per loro la Carrarese è una vera fede e si meritano il meglio, perché finalmente dopo tanti anni si è creato il giusto entusiasmo. Onore a chi ha creato tutto questo. Senza voler fare polemiche – continua Devoti – sono convinto che questa Carrarese sarebbe potuta arrivare prima, se avesse avuto a disposizione lo stadio dall’inizio. Solo chi fa calcio capisce certe cose. Nel momento in cui ci sono distrazioni e preoccupazioni, ne risente l’ambiente, dai calciatori ai magazzinieri. La squadra, con questo allenatore, questo staff e questa grande società alle spalle, sarebbe arrivata prima, senza tutte le problematiche legate allo stadio. Un conto è giocare a casa propria, un altro è dover andare a giocare a Pontedera. Comunque quello sulla Carrarese non può che essere un giudizio positivo su tutti i fronti: l’entusiasmo che hanno creato, il tipo di gioco, le qualità di alcuni calciatori. Ripeto, sono convintissimo che senza le problematiche stadio, la Carrarese avrebbe vinto il campionato». C’è da mettere sulla bilancia anche i vari infortuni. «Si, ma quelli fanno parte del gioco. Tanti anni fa ci si ruppe Bruzzano a qualche domenica dalla fine. Eravamo primi e abbiamo rischiato di mangiarci il campionato. Però penso che la cosa che più ha creato problemi alla Carrarese sia stato il problema stadio. Mi auguro che venga risolto quanto prima, perché potrebbe rappresentare una penalità anche nella prossima stagione. Questo è soprattutto un appello, perché erano tanti anni che la Carrarese non aveva una società così: gente seria, che vuole investire, che ha capito quanto conti la Carrarese per la nostra città. Il futuro della Carrarese? Sono ottimista, perché vedo grande entusiasmo da parte dei dirigenti. Probabilmente nemmeno loro all’inizio si aspettavano tutto questo entusiasmo e capivano quanto sia importante la Carrarese. Il bello è che si stanno avvicinando tanto alla Carrarese, quindi credo che la squadra avrà una grande futuro, ma bisogna risolvere la questione stadio, quella è la cosa più importante. Se non si risolve questo, diventa un problema per tutto». —
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