Il Tirreno

la cordata di montignoso alla massese 

Ultimatum per l’acquisto «O si chiude mercoledì, o faremo calcio altrove»

Aldo Antola

Il gruppo laziale chiede altro tempo, quello ligure tace Gli ex proprietari del Montignoso fanno capire di essere stufi 

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massa. Quella che si sta vivendo alla Massese è una situazione mai vissuta fino ad ora. In passato ci sono state crisi, quasi-fallimenti ma nati nelle ultime gare di campionato o addirittura al termine e poi sempre risolti. Questa volta non è cosi.

È un anno ormai che la Massese non esiste, dalle dimissioni di Giorgio Turba la situazione è andata precipitando, con incredibili imprenditori iniziali che ne hanno combinate di tutti i colori sviluppando le fantasie più incredibili, fra tutte quella che «avremo una quadra che non subirà infortuni in tutto il campionato».

L’unica fortuna è stata aver avuto i tifosi che con cuore che rischiando l’hanno fatta arrivare fino ad ora ma adesso non è più possibile andare avanti, come hanno ripetuto. Una società di calcio in fondo è paragonabile ad una società commerciale con tutti i doveri ed i diritti relativi, perciò probabilmente questa settimana, se non in questi giorni visto che avevano promesso di farlo nel fine settimana passata, i libri della Massese finiranno nelle mani del sindaco e della sua amministrazione. E qui sorge un altro problema.

Da un anno tutti erano a conoscenza della situazione della Massese, dagli industriali agli operatori turistici di Marina di Massa compresa l’amministrazione che all’inizio, giustamente, ha preso tempo nella speranza che essendo una società privata le cose si sarebbero risolte da sole.

Poi però dopo le sceneggiate menzionate sopra con i vari pretendenti all’acquisto che mettevano in evidenza le loro impossibilità a risolvere la situazione tutto si è schiarito ulteriormente ed emergeva la drammaticità del futuro bianconero: il probabile fallimento e la possibile sparizione del calcio a Massa. Dunque si poteva fare qualcosa per salvare la società bianconera già in tempi utili.

A dicembre – gennaio se si fosse trovata la soluzione probabilmente la Massese poteva ancora salvarsi dalla retrocessione o comunque salvare il prestigio di una retrocessione in Eccellenza onorevole. Non è la fine del mondo, è già successo. E non è impossibile salvare e mantenere una società in Eccellenza. Lo fanno paesini di poche migliaia di abitanti o piccoli quartieri di città. Un’amministrazione ha la possibilità di intervenire anche senza impegnare soldi.

I due soci tifosi che posseggono le quote hanno ripetuto di non poter continuare ed in questi giorni se non interverranno concrete novità lasceranno i libri contabili all’amministrazione. Delle cordate che si erano presentate, quella laziale sembra aver chiesto un’altra settimana di tempo, di quella ligure non abbiamo notizie recenti, resta quella massese che fino a Maggio aveva il “Montignoso” che ha lanciato un ultimatum: «ultimo termine per veder accettato la nostra richiesta è questa sera, se è positiva siamo pronti a partire su tutti i fronti. Altrimenti faremo calcio altrove».—

Aldo Antola

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