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«Alla mia età non era davvero facile battere Toni è un grande risultato»

Luca Santoni
«Alla mia età non era davvero facile battere Toni è un grande risultato»

Tavano si gode il primato di bomber più anziano di sempre tra i professionisti «Il passato è passato, ora penso ai playoff: voglio esserci a tutti i costi»

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Francesco Tavano è il re dei bomber della Serie C ed entra nella storia del calcio italiano. A 40 anni compiuti è infatti il calciatore più anziano a conquistare la classifica dei cannonieri in un campionato professionistico, stracciando il precedente record che Luca Toni, a 38 anni, aveva conquistato col Verona in Serie A nel 2015.

«È una grande soddisfazione – commenta Ciccio - perché riuscirci a 40 anni non è da tutti. Sono orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo proprio coi colori della Carrarese. Aver battuto anche il primato di Toni, poi, è un grandissimo risultato per me. Non posso che ringraziare i compagni e tutta la squadra, per avermi messo nelle condizioni di segnare tanti gol, e spero di continuare a farne altri».

Una poltrona per tre, quella del capocannoniere della Serie C 2018-2019. Con i suoi 17 gol ufficiali, Tavano divide il titolo con Pablo Granoche (Triestina) e Luigi Castaldo (Casertana), anche se sul campo in realtà Ciccio ne aveva realizzati 19. Peccato che la doppietta segnata al Pro Piacenza sia stata cancellata dopo l'esclusione dal campionato della società piacentina. «Si, è vero, i miei gol li hanno visti tutti, ma va bene lo stesso. Ho raggiunto ugualmente un gran bel traguardo». Anche senza due reti, Tavano è riuscito a laurearsi capocannoniere per la terza volta in carriera, in tre campionati diversi, ma sempre in Toscana. «La prima volta – ricorda l'attaccante classe 1979 - fu con la Rondinella in C2 (2000-01 ndc), poi a Livorno in Serie B (2008-2009 ndc) e adesso con la Carrarese in Serie C. Tre annate diverse l'una dall'altra. Con la Rondinella ero giovanissimo. Il secondo titolo è stato molto difficile, perché la Serie B è un campionato lungo, però col Livorno avevamo disputato un'annata straordinaria e realizzai anche il mio record personale in una sola stagione (24 gol in campionato più 3 ai playoff).

Quest'anno con la Carrarese a 40 anni è stato bello, perché tanti mi davano per finito, ma in realtà l'età non conta. E' una lezione che vale soprattutto per quelli che mi dicono che sono vecchio. Me lo ripetono sempre. Guardano solo la carta d'identità, non come sto fisicamente o cosa faccio in campo».

La tua è una carriera lunghissima, durata 20 anni. «È iniziato tutto nel 1999 a Pisa. Quando c'è passione e amore per questo sport, vai avanti finché puoi. Ho avuto la fortuna di stare sempre bene e voglio andare avanti, finché il fisico me lo permette e se me lo permetteranno gli addetti ai lavori».

Tante stagioni alle spalle e centinaia di gol segnati in giro per l'Italia: 249 in tutto tra campionati e coppe. Quale ti è rimasto nel cuore? «Sicuramente il primo gol in Serie A non si dimentica. Quello è il sogno di tutti i ragazzi che cominciano a giocare a calcio. Segnai con la maglia dell'Empoli contro l'Inter (6 novembre 2002 ndc). Fu un gol fortunoso, nato da un rimpallo: la palla mi carambolò addosso e finì in rete. Una grande emozione, anche se perdemmo 4-3». Tra i 19 gol segnati quest'anno, inveve, ce n'è uno che ritieni speciale? «Il passato è passato, preferisco sempre guardare avanti. I gol speciali sono quelli che, spero, arriveranno a breve con gli spareggi. Ho avuto questo problema al polpaccio, ma ho recuperato. Sono fiducioso, anche perché, dopo aver saltato i playoff l'anno scorso, questa volta voglio esserci a tutti i costi». —

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di Redazione web