Il presidio
«Solo sul dizionario successo è prima di sudore»
La professoressa racconta il giovane talento: «Quella frase la usa sempre e lo rispecchia: sognatore, ma realista»
carrara. Dalla “sua” frase simbolo usata per i temi in classe al rapporto con insegnanti e compagni: ecco il tennista carrarese che ha vinto gli Australian Open Junior tra i banchi di scuola.
Nel “day after” alla vittoria storica del giovane carrarese Lorenzo Musetti a Melbourne continuano ad arrivare messaggi di congratulazioni. E così ieri mentre a casa Musetti si attendeva il rientro del talento classe 2002 previsto per la tarda serata, sono arrivati i saluti via social network di altri due campioni come Djokovic e Buffon («È un giorno speciale per la mia Carrara: Lorenzo Musetti ha vinto gli Australian Open junior. Bravissimo Lorenzo, ti faccio i miei complimenti!», ha scritto il portiere carrarese campione del mondo).
Tanti messaggi a cui si è aggiunto anche quello dei compagni di scuola. Quella prima B del liceo linguistico dell'anno scolastico 2016-2017 che ha condiviso con Lorenzo un anno sui banchi dell'istituto Montessori di Marina di Carrara. «Lorenzo, che era spesso assente proprio per motivi sportivi che lo hanno portato a questo enorme successo, è sempre stato parte della nostra piccola famiglia. Sebbene siamo sempre stati in molti, la sua mancanza si sentiva sempre. Viviamo con lui ogni vittoria e ogni sconfitta, e ci troverà sempre dalla sua parte», fanno sapere i suoi ex compagni. Musetti, ovviamente, per gli impegni legati al tennis ha seguito soltanto il primo anno.
Ora sta continuando il percorso scolastico con un corso privato nel centro di Tirrenia dove si allena tre giorni a settimana (il resto, invece, nella frazione di San Benedetto a La Spezia).
E allora a darci un ritratto che arriva direttamente dai banchi di scuola del primo italiano a vincere nello Slam australiano (junior) è la professoressa Irene Ferrari (docente di Lettere). «Una premessa, non lo dico adesso perché ha vinto, ma Lorenzo è un ragazzo straordinario, modesto e umile. Un esempio? Anche in prima aveva già molti impegni con il tennis, però si è sempre organizzato con grande educazione. Mi diceva quando poteva recuperare e non è mai venuto meno ai suoi impegni. Un ragazzo dal punto di vista scolastico molto brillante», ripercorre la professoressa, moglie del primo cittadino Francesco De Pasquale. Poi gli impegni si sono fatti sempre più stringenti e Lorenzo ha virato su un percorso pensato ad hoc. «Lui voleva continuare con la scuola, anche perché, lo ripeto, era un profilo brillante nonostante tutti gli impegni. Loro studiano inglese, spagnolo e tedesco: lui ha scelto questa scuola proprio perché voleva affrontare le interviste senza intermediazioni per esprimere al meglio quelli che sono i suoi concetti», continua l'insegnante che torna sul rapporto con i suoi compagni. «Si è sempre distinto per impegno e correttezza perciò i suoi compagni non hanno mai vissuto con invidia la sua fama perché lui non è mai stato arrogante. Continua a sentire tutti e non appena gli mandiamo un messaggino risponde. A volte non diceva neppure che aveva vinto una gara magari», sottolinea. «Se si intravedeva qualcosa? L'insegnante di educazione fisica ci aveva detto che aveva quella grinta giusta...».
C'è una frase, rivela la professoressa, che Lorenzo prende sempre come spunto nei suoi temi di italiano; una frase ricorrente quando scrive testi sull'essere adolescente: «Il dizionario è l'unico posto dove “successo” viene prima di “sudore”», recita.
«Una frase – continua la professoressa – che rispecchia un po' com'è, un ragazzo che sa credere nei sogni, ma sa anche che ci vuole fatica per raggiungerli. Come magari uscire poco, ma si vedeva che aveva doti e carattere». —
Luca Barbieri
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