Il presidente Oppicelli: pronti per un anno ricco di soddisfazioni, è quello che vogliamo
«L’obiettivo comune è realizzare il sogno della serie B, nella corsa ci sono diverse squadre ma senz’altro ci siamo anche noi»
CARRARA. «Che 2019 sarà per la Carrarese? Pieno di soddisfazioni». Ad augurarselo è il presidente Fabio Oppicelli che in avvio di nuovo anno guarda alle sfide che attendono piazza Vittorio Veneto. Il grande sogno della Carrarese resta la conquista della Serie B. «È quello che tutti noi vogliamo e per il quale si fanno sacrifici», spiega Oppicelli, che prosegue: «Sappiamo qual è il nostro obbiettivo, ma sappiamo che non è facile vincere, perché ci sono anche gli altri. Abbiamo un girone difficilissimo con tre delle quattro squadre retrocesse dalla Serie B. A parte qualche piccolo intoppo dell'ultimo mese, il bilancio del 2018 resta positivo. Forse si poteva fare qualche punto in più: questo è l'unico rammarico, ma in questo campionato non ci sono squadre materasso e ogni partita ha le sue insidie. Adesso l'ideale sarebbe fare una bella tirata fino alla fine e cercare di raggiungere il massimo risultato possibile».
Nel girone d'andata si sono evidenziati due grossi grattacapi per voi: l'inagibilità dello stadio dei Marmi e gli infortuni a catena, che hanno rallentato la vostra corsa nella seconda parte di dicembre. «Con tanti incontri ravvicinati, aver giocato spesso lontano dal nostro stadio, sicuramente ha creato disagi e probabilmente stancato molto sotto l'aspetto mentale. Anche se i nostri tifosi, con mille sacrifici, ci hanno seguiti in campo neutro, non è mai come giocare sul proprio terreno. Gli infortuni, tutto sommato, fanno parte della dinamica del campionato. Forse noi li abbiamo avuti troppo ravvicinati e ci hanno tolto qualche certezza. Quando, poi, non si ottengono risultati, subentra anche un po' di ansia. Per fortuna nell'ultima partita abbiamo vinto, anche se non abbiamo brillato. Questa sosta è arrivata al momento giusto. Se doveva esserci anche per noi il classico periodo di crisi, speriamo che sia superato. Non trascureremo niente, per ottenere il massimo. Se ci sarà la possibilità di migliorarci e completare la rosa, la Carrarese non si tirerà indietro. Per la corsa finale ci sono gli altri, come ho detto prima, ma sicuramente ci siamo anche noi. Nell'intero 2018, tra il passato girone di ritorno e questo girone d'andata, abbiamo fatto un numero di punti importante».
Anche Baldini ha enfatizzato questo dato: 71 punti nell'anno solare. Una media da vittoria del campionato. «Certo, una media, appunto. Possono anche non bastare, se ci si imbatte in qualche squadrone che va oltre, però intanto proviamo a metterli insieme in un'unica stagione. Mi augurerei di riuscire a farli e poi vedere dove siamo in classifica. Indipendentemente dalla graduatoria finale, raggiungere certe cifre, sarebbe importante e anche una grande soddisfazione, perché i sacrifici sono tanti da parte di tutti. Sarebbe un premio, perché sappiamo quanto l'ambiente tiene a fare qualcosa di straordinario. Questa società può contare su un gruppo unito, dove tutti remano dalla stessa parte. Tutti sono pronti a dare il massimo, per realizzare il sogno».
Un girone, il vostro, con tante corazzate, ma anche con tante società in difficoltà. «Per l'ennesima volta sento dire che sarà l'ultima stagione con situazioni di questo tipo, che si troverà un rimedio. Io me lo auguro, perché sono problemi che fanno male a tutto il sistema, ma vivo la Serie C da molti anni ormai. Spesso sento fare queste promesse, ma poi i problemi si ripetono, perché a mio avviso sono “fisiologici” per questo tipo di campionato, che ha costi medi decisamente superiori ai ritorni. Forse è un problema da risolvere a monte. I maggiori controlli vanno bene, ma non credo che tutti coloro che hanno fatto una brutta fine, siano stati necessariamente banditi. Credo che ci siano state anche persone corrette, ma che purtroppo le cose siano andate male, perché la categoria è troppo dispendiosa e le entrate sono troppo piccole. Bisognerebbe rivedere l'intero sistema. La divisione della torta è troppo iniqua. È anche vero che contano i numeri. Per le tv e quant'altro forse la C è meno vendibile rispetto a Serie A e B. Se è così, prendiamone atto, e allora potrebbe essere intelligente l'idea di Gravina, di tornare ad un semiprofessionismo con impegni rivisti. Bisognerebbe migliorare anche la qualità manageriale: a volte si spendono cifre enormi per un giocatore e si trascurano altri aspetti fondamentali per le società. Gravina ha vissuto questa categoria e la conosce bene. Forse con lui, il calcio potrà trovare i giusti rimedi». —
Luca Santoni
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