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«Non ce la facciamo più» Lo scoramento del Condor
La società allo sbando: ieri l’addetta stampa ha dovuto fare la raccattapalle e il presidente Leonardi neanche era allo stadio. E anche Bonuccelli si sfoga
MASSA. «Abbiamo bisogno di aiuto adesso, non domani o dopodomani. Ora». Alla fine il brontolio della pentola a pressione si è mutato in una vera e propria eruzione di rabbia di cui si è fatto portatore sano il capitano della Massese, Michel Cruciani. Reazione giustificata. La desolazione attorno alla Massese è evidente e la sconfitta di ieri passa quasi in secondo piano visto che non si può continuare a sottacere una situazione societaria assurda.
Tanto per intenderci, la partita si è giocata senza raccattapalle ed è stata l’addetta stampa, Raffaella Bon a improvvisarsi procacciatrice di palloni da rimettere in gioco. Suvvia, così non si può andare avanti. La squadra è stufa. Lo staff è stufo. L’ambiente è stufo. Neppure il presidente, Cristiano Leonardi stavolta si è visto allo stadio. «Non voglio che sia una giustificazione rispetto alla sconfitta - ha tuonato Cruciani - però vivere come viviamo noi in questo momento non è facile. Io sono a parlare a nome di tutti, ci metto la faccia, ma vorrei fare un appello. Abbiamo bisogno di un aiuto reale, non a parole. Un aiuto immediato. Tutti i giorni vivere quello che viviamo è difficile, non so a chi possa arrivare questo messaggio, ma spero che arrivi chiaro. Non si può andare avanti, siamo stufi delle promesse disattese regolarmente. C’è il mercato, bisogna capire chi deve andare via e chi restare ma qua non c’è nessuno, ci siamo solo noi, il mister e lo staff. Non esiste società al mondo che si presenti in questo modo. Spero che qualcuno venga subito. Tutti sanno com’è la situazione, c’è continua mancanza di rispetto verso di noi e chi lavora per noi. Questo è inaccettabile, deve succedere qualcosa, non si può andare avanti».
È poi la volta del tecnico, Vitaliano Bonuccelli il cui scoramento è palpabile. E non per la prestazione dei suoi giovanotti, sebbene una disamina sulla gara arrivi. «Siamo andati in vantaggio e poi subito due reti su palla inattiva senza che avessimo preso un tiro in porta - ha spiegato il “Condor” -. Abbiamo difficoltà sulle palle inattive, probabilmente, sul primo gol c’è un concorso di colpa importante. Comunque perdere queste partite fa male anche perché nei primi 20 minuti la partita l’avevamo fatta ma alle prime difficoltà la squadra non è riuscita a reagire anche perché la situazione è questa. Non abbiamo mai detto nulla, però vivere due mesi così è difficile e oggi (ieri ndr) non abbiamo reagito come in altre situazioni, ciò probabilmente è una conseguenza di questa situazione».
Ma poi di che parliamo. Piuttosto la salvezza deve arrivare su altri fronti e sul campo arriverà di conseguenza. Una soluzione, si vocifera con insistenza, ci sarebbe: un gruppo imprenditoriale disposto a rilevare la società e ripianare anche i debiti accumulati in questi mesi. Ma per comprare c'è bisogno che qualcuno sia disposto a vendere. E rapidamente. —
Alessandro Tabarrani
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