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«54 anni fa, io c’ero...e fu una bella sconfitta»
Franco Cacciatori, gloria dello sport apuano, difese i pali del Pisa nell’ultima (fino a ieri) vittoria azzurra: «Questo è il derby»
carrara. Un'impresa storica quella centrata domenica dagli azzurri di Silvio Baldini contro il Pisa. Non solo per la mole del punteggio (il Pisa non incassava 4 gol in trasferta da 13 anni), ma soprattutto per la vittoria nel derby casalingo contro i nerazzurri che mancava dalla bellezza di 54 anni. L'ultimo successo apuano contro il Pisa era datato 10 maggio 1964: un 2-0 firmato Giavarra e Mattavelli. In quella partita tra i pali dei nerazzurri c'era niente meno che Franco Cacciatori, monumento vivente dello sport apuano e padre di Maurizia Cacciatori.
Cacciatori, carrarino doc, ha iniziato la sua carriera proprio nella Carrarese, indossando la maglia azzurra in più fasi tra gli anni '60 e '70. «Quella volta però ero in campo da avversario, ma anche se da amico», ci tiene a precisare l'ex portiere. «Mi ricordo benissimo quella partita – prosegue Cacciatori. Fu un incontro corretto. La Carrarese aveva bisogno di vincere, perché era immischiata nella lotta salvezza, mentre noi avevamo preso l'impegno un po' più sottogamba. Era la terzultima di campionato, poi la domenica dopo battemmo il Grosseto, diretto rivale della Carrarese. Alla fine gli azzurri si salvarono. Storicamente ci sono sempre stati buoni rapporti tra le due squadre. Sono tantissimi i giocatori che nel corso degli anni dalla Carrarese sono passati nel Pisa. Uno dei più grandi centravanti che abbiamo avuto a Carrara fu il venezuelano Anco Marcio Vargas protagonista della squadra che nel 1949 perse contro il Prato lo storico spareggio per la Serie B. Io ero bambino e quella fu l'ultima volta che ci giocammo concretamente la promozione in serie cadetta. Ecco, Vargas dopo la Carrarese passò proprio al Pisa. Lo stesso fece il campione olimpico Paolo Vannucci che vinse a Berlino, giocò nella Carrarese e poi a Pisa. Gli esempi sono infiniti. Tornando al 1964, in prima squadra insieme a me c'era Luciano Federici, altro carrarino. Era un grande Pisa, ma c'erano troppe star. Avevamo preso sei-sette giocatori dalla B. Troppi snobbavano un po' questa categoria. Alla fine arrivammo terzi e il campionato lo vinse il Livorno, con tutte le conseguenze del caso».
Anche oggi non è facile calarsi nella realtà della Serie C, come dimostrano le difficoltà della Juventus Under23. «Quella delle squadre B è una cosa vergognosa. E' il regolamento ad essere sbagliato. Se vuoi lanciare giovani, prendi la vera Primavera la metti in Serie C e fai fare esperienza ai ragazzi. In questo modo puoi tirare fuori dei giocatori veri, magari non da Serie A, ma pronti almeno per la Serie B. Nella Juve Under23, invece, vedo giocare calciatori anche di 24 anni. Cosa ci puoi ricavare? Tanto valeva fare il campionato riserve. »
Torniamo al 4-1 della Carrarese contro il Pisa di domenica scorsa. «Caccavallo è di una categoria superiore. Ho seguito la partita in televisione e mi ha fatto piacere vedere lo striscione dei tifosi pisani che hanno ricordato i due fan (“Lauro e Mauro nei nostri ricordi” ndc). Speriamo che sia l'anno buono anche se sarà una battaglia dura, anzi, durissima. Entella, Novara e Pro Vercelli puntano alla B. Sono squadre molto forti, anche se la Serie C è un campionato a parte. In questa categoria conta molto la compattezza della squadra e saper creare un gruppo, come ha fatto il nostro grande allenatore Silvio Baldini». —
Luca Santoni
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