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Un marziano sempre anche quando sbaglia
Proprio noi del Tirreno lo abbiamo ribattezzato “un marziano in serie C”. E Ciccio Tavano un marziano lo è stato anche ieri, perché non si è fuoriclasse solo quando si segnano gol spettacolari....
Proprio noi del Tirreno lo abbiamo ribattezzato “un marziano in serie C”. E Ciccio Tavano un marziano lo è stato anche ieri, perché non si è fuoriclasse solo quando si segnano gol spettacolari. Eccola la lezione che arriva da un campo di provincia, sotto le Apuane, in una domenica di novembre insolitamente tiepida. Si è marziani anche quando si sbaglia, ci si riprova e si sbaglia una seconda volta. A testa alta, perché l’intenzione era buona, anzi ottima. Perché se uno come Tavano sbaglia un rigore (il primo quello che avrebbe sbloccato il risultato del derby con il Pisa) chiede di ribattere anche il secondo. E non si accontenta di un tiro facile, di potenza, quelli con cui si può superare facilmente il portiere. No, un marziano non fa così. Cerca il cucchiaio, cerca il rigore a effetto, a costo anche di sbagliarlo. Il pubblico di Carrara lo ha capito. E, dopo il secondo rigore fallito avviene un piccolo miracolo: tutto lo stadio comincia a incitare “Ciccio, Ciccio, Ciccio”. Come se avesse segnato. Francesco De Gregori ci ha scritto una canzone “Nino non aver paura di tirare un calcio di rgiore. . ” Tavano, proprio come Nino non ha avuto paura.
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