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Alla Courmayeur-Champex-Chamonix un apuano sfida i runner più forti del mondo
Nicola Del Vecchio, atleta della World running academy sarà ai nastri di partenza della sfida lunga 101 chilometri
MASSA CARRARA
Scatta venerdì mattina alle ore 9 dal centro di Courmayer una delle gare più spettacolari della sua categoria, la Courmayeur-Champex-Chamonix corsa unica nel suo genere e tra le più prestigiose al mondo con i suoi 101 km di lunghezza e 6.100 metri di dislivello positivo che si svolge sui tre versanti francese, italiano e svizzero del Monte Bianco. La manifestazione si colloca all’interno del summit mondiale del trail e vedrà confrontarsi i più forti atleti mondiali della disciplina provenienti da ogni angolo del pianeta. Ai nastri di partenza ci sarà anche con il pettorale 3486 l’ultramaratoneta apuano della World Running Academy Nicola Del Vecchio entrato da poco nel team di Evolution Sport di Arcola, negozio di abbigliamento tecnico.
«Avrò la fortuna di prendere nuovamente parte a questa fantastica gara – afferma Nicola Del Vecchio – al via ci saranno i migliori atleti del panorama continentale del trail running e per me, semplice appassionato di questo bellissimo sport, sarà un’emozione grandissima potermi confrontare con loro». Il trail è una disciplina in espansione anche nel nostro paese dove annovera sempre più appassionati e richiede preparazione fisica unita a capacità tecniche necessarie per affrontare terreni spesso impervi e con dislivelli importanti. «Sarà una gara impegnativa con i suoi 101 km e i 6100 metri di dislivello – prosegue Del Vecchio -, sono però consapevole di essermi preparato al meglio delle mie possibilità. Nonostante un infortunio che mi ha condizionato nella prima parte dell’anno, con fatica sono tornato a buoni ritmi disputando sia il trail di Courmayer a luglio che altre competizioni minori e macinando diversi chilometri qua sulle Apuane, che ormai posso dire mi abbiano letteralmente adottato visto che le mie domeniche le ho passate quasi interamente sui nostri monti».
La corsa, soprattutto quella su sentieri, permette a chi la pratica di entrare in stretto contatto con la natura e il paesaggio. «Come ripeto spesso a chi mi domanda meravigliato di simili sforzi – aggiunge l’ultrarunner - la corsa oltre ad essere un cammino in un ambiente esterno è anche un cammino interiore, e con questo spirito affronto ogni mia esperienza. Nel panorama del trail si respira un’aria diversa rispetto ad altre discipline dove i valori autentici dello sport continuano ancora a rappresentare il cuore delle manifestazioni. Domenica l’applauso più caloroso della piazza di Chamonix sarà riservato all’ultimo concorrente che arriverà a ridosso del tempo limite consentito, perché in fondo quello che realmente conta oltre al risultato è il viaggio di ognuno di noi indipendentemente che si appartenga alla fascia degli atleti d’elite o a quella dei semplici appassionati». Nonostante tutto si tratta sempre di una competizione e come tale necessita di essere affrontata, e da questo punto di vista l’atleta apuano ha le idee chiare. «L’anno scorso – conclude Del Vecchio - alla mia prima esperienza assoluta su quella distanza ho sofferto nell’ultima parte di gara perdendo molte posizioni negli ultimi kilometri, anche a causa delle condizioni meteo proibitive con neve sui colli. Nonostante ciò avevo concluso con un tempo inferiore alle 17 ore posizionandomi in 252ma posizione sui 2.300 partenti, che ricordo devono portare a termine la prova entro le 26 ore e 30. Quest’anno conto di migliorarmi ».
Nella preparazione il runner apuano è seguito dall’ultramaratoneta Paolo Barghini, dal medico Lorenzo Dell’Amico nell’alimentazione, dalla fisioterapista Linda Tosi, dal Damp studio pilates di Diana Tazzini ed è sostenuto da Evolution Sport di Arcola nella fornitura del materiale. E’ inoltre entrato nello staff del GT5 dal Mare alla Vetta, dove si è occupato della certificazione del percorso e di tutta la parte competitiva. —
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