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Massese, la cessione in alto mare
Pare tramontata la pista che porta a Coscia, a breve incontro con i tosco-calabresi
MASSA. Presunte accelerate, frenate e persino testa - coda. La cessione della Massese sta assumendo contorni kafkiani tra fughe di notizie, smentite, nuove voci e ancora ulteriori smentite in mezzo ad un mare di mezze verità e panzane.
Davvero difficile capirci qualcosa, a partire da chi sia veramente interessato a rilevare il sodalizio che per il momento resta ancora nelle mani di Giorgio Turba mentre dall'interno della stessa società bianconera non trapela nulla che possa, in qualche maniera, far intendere qualcosa di più del vicino al nulla. Che ci siano vari personaggi che abbiano abbozzato un interesse ad aprire una vera e propria trattativa è fuor di dubbio, il problema è che i rumors che arrivano dalle segrete stanze somigliano più ad uno scalpiccio in una pozzanghera piuttosto che ad una melodia più o meno comprensibile sulla quale azzardare un quadro meno nebuloso sul futuro della Massese.
Tramontata la pista aperta dall'avvocato pisano, Carlo Coscia (l'unico che, ad oggi, ha avuto un contatto diretto con Turba) a causa dell'opposizione della tifoseria, restano in corsa la cordata tosco - calabrese e il gruppo versiliese. Per quello che riguarda invece il gruppo lombardo, sembra proprio che la trattativa si sia incagliata prima ancora di cominciare, anzi, si potrebbe financo dire che il tavolo apparecchiato nei gironi scorsi per permettere un incontro tra le parti, sia stato buttato all'aria in modo definitivo o quasi. Difficilmente dunque verrà riaperto un discorso sebbene tutto sia possibile.
Molto più probabile invece che alla fine si concretizzi nelle prossime ore un incontro tra il gruppo tosco - calabrese che non vorrebbe lasciare nulla di intentato, così come proseguono, un po' stancamente, i contatti con gli imprenditori della confinante Versilia attraverso un corridoio di dialogo aperto, più che altro, con il figlio di Giorgio Turba, Luigi.
Tanto per aggiungere un poco di ritmo in più alla tarantella, sarebbe arrivata una nuova richiesta di informazioni sullo status della società zebrata da parte di una terza, non ben identificata, cordata che si è presa il suo bel numerino mettendosi in lista di attesa. Insomma, chi più ne ha più ne metta in attesa che arrivino segnali concreti da una parte o dall'altra.
Chi invece scommette che alla fine sarà ancora una volta Giorgio Turba a guidare la Massese nella prossima stagione, probabilmente resterà deluso giacché il presidente bianconero non sembra minimamente dare segnali di ripensamento rispetto alla sua volontà palesata in più di una occasione di lasciare il timone societario, tanto che lui stesso ha manifestato il desiderio di chiudere in fretta la cessione. E allora che questi tanti interessi possano tramutarsi molto rapidamente in qualcosa che vada ben al di là di qualche e - mail stuzzicante in teoria, ma poco pragmatica.
Alessandro Tabarrani
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