Tutino, un calcio alla jella «Qui sono stato bene»
Il match winner dei playout si confessa: ho saltato quasi mezzo campionato Poi il grazie a Firicano: poteva mettere un difensore, invece ha creduto in me
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CARRARA . In questi giorni di calma piatta sul fronte societario spicca l'intervista del dopo Carrarese-Lupa Roma rilasciata dal match winner Gennaro Tutino: l'alfa e l'omega di questa Carrarese. Il fantasista in prestito dal Napoli ha aperto e chiuso la stagione azzurra col primo gol ufficiale segnato in coppa Italia la scorsa estate contro l'Arezzo e con l'ultimo gol dell'anno proprio ai playout. Due gol bellissimi: in mezzo però anche tanta sofferenza, e un infortunio alla caviglia che ha fatto saltare a Tutino praticamente tutto il girone di ritorno. La perla in contropiede segnata alla Lupa Roma risarcisce in parte tanta sfortuna. «Penso che questo per me sia stato un anno davvero molto importante, soprattutto per la mia crescita umana», ha commentato Tutino subito dopo la gara playout.
«E' stato un anno sfortunato, perché sono stato fuori quattro-cinque mesi, però Dio è grande e alla fine tutto torna. Il mio gol? E' giusto che sia andata così. Stare fuori così tanti mesi non è stato facile, ma alla fine i miei sforzi sono stati ripagati». Una rete che rimarrà nella memoria di tutti (come quello di Gentili all'andata) perché vale la permanenza in serie C. «Non era facile entrare, perché quello era un momento della partita dove la Lupa ci metteva sotto pressione e attaccava sempre, in più noi avevamo un uomo in meno. Ringrazio il mister, perché non era facile buttarmi dentro in una partita così. Poteva anche mettere un difensore, al mio posto, invece ha rischiato e è stato ripagato. Se sono tornato così in forma, pronto anche mentalmente ad un certo tipo di partite, devo ringraziare mister Firicano e tutti i miei compagni, che mi hanno dato una grossissima mano. L'andamento della partita? Mentalmente era più facile per loro che per noi. La Lupa sapeva che avrebbe dovuto solo vincere. Noi potevamo anche subire un gol, ma il rischio era di farsi vincere dalla paura. Mentalmente non era facile. Questa è una vittoria di squadra, che hanno meritato questa società, questi tifosi e la città di Carrara».
Cosa ti porti dietro da questa annata dal punto di vista umano? «Ho girato parecchio in questi anni. Prima dell'infortunio alla caviglia, mi ero già rotto il ginocchio. Fra tutte le piazze dove sono stato, devo dire che a Carrara sono stato benissimo per la gente che ci è stata sempre vicina, la società, i presidenti, tutte persone per bene, i compagni di squadra. Anche questo ci ha fatto raggiungere la salvezza».
Luca Santoni
«E' stato un anno sfortunato, perché sono stato fuori quattro-cinque mesi, però Dio è grande e alla fine tutto torna. Il mio gol? E' giusto che sia andata così. Stare fuori così tanti mesi non è stato facile, ma alla fine i miei sforzi sono stati ripagati». Una rete che rimarrà nella memoria di tutti (come quello di Gentili all'andata) perché vale la permanenza in serie C. «Non era facile entrare, perché quello era un momento della partita dove la Lupa ci metteva sotto pressione e attaccava sempre, in più noi avevamo un uomo in meno. Ringrazio il mister, perché non era facile buttarmi dentro in una partita così. Poteva anche mettere un difensore, al mio posto, invece ha rischiato e è stato ripagato. Se sono tornato così in forma, pronto anche mentalmente ad un certo tipo di partite, devo ringraziare mister Firicano e tutti i miei compagni, che mi hanno dato una grossissima mano. L'andamento della partita? Mentalmente era più facile per loro che per noi. La Lupa sapeva che avrebbe dovuto solo vincere. Noi potevamo anche subire un gol, ma il rischio era di farsi vincere dalla paura. Mentalmente non era facile. Questa è una vittoria di squadra, che hanno meritato questa società, questi tifosi e la città di Carrara».
Cosa ti porti dietro da questa annata dal punto di vista umano? «Ho girato parecchio in questi anni. Prima dell'infortunio alla caviglia, mi ero già rotto il ginocchio. Fra tutte le piazze dove sono stato, devo dire che a Carrara sono stato benissimo per la gente che ci è stata sempre vicina, la società, i presidenti, tutte persone per bene, i compagni di squadra. Anche questo ci ha fatto raggiungere la salvezza».
Luca Santoni
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