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Carrarese, un bilancio da profondo rosso
Tredici sconfitte in 23 gare (di cui 5 consecutive), 35 gol subiti, poca serenità. Eppure la rosa non è da buttare
CARRARA. Tredici sconfitte in ventitré partite: quasi un girone senza punti. Questo al momento è il bilancio in rosso della Carrarese dopo il 3-0 di Prato. Ovviamente a pesare maggiormente sul bilancio sono gli ultimi cinque ko consecutivi, ma il dato globale resta troppo negativo. Dopo le fisiologiche difficoltà iniziali la squadra sembrava aver trovato una sua continuità durante l'ottimo mese di novembre, ma con una visione d'insieme quel periodo appare più come una parentesi tra due crisi. Quella iniziale di settembre-ottobre era preventivabile. Assai meno comprensibile il black-out accusato dopo i due pareggi con Pontedera e Lucchese.
Certo, gli infortuni e l'addio di Marsili (lasciato andare troppo frettolosamente), hanno pesato, ma questa Carrarese aveva tutto per superare il momento di difficoltà. In ogni caso ormai tanti giocatori sono rientrati e dal mercato sono arrivati Cais e Petermann, eppure la tendenza negativa non accenna ad interrompersi. Lo score delle ultime cinque partite è impressionante: appena due reti segnate (dai difensori Benedini e Migliavacca) e tredici gol incassati. La situazione è emersa in tutta la sua drammaticità domenica: un 3-0 umiliante contro la seconda peggior difesa dell'intera Lega Pro. Questa Carrarese è riuscita anche nell'impresa di rivitalizzare Tavano che non segnava dal 9 settembre. Non pesa solo il risultato: la squadra è apparsa poco serena, con poche idee e senza gli equilibri necessari. Siamo di fronte ad un'involuzione incomprensibile, proprio nel momento decisivo della stagione. Rilanciamo alla proprietà, l'invito ad una profonda e vera riflessione. Non ci devono essere punti fermi e tutti devono essere messi in discussione. Bisogna capire quali sono i problemi e risolverli subito, prima che sia troppo tardi, per il bene della Carrarese, perché una retrocessione in D risulterebbe irrimediabile. Ve bene puntare alla salvezza, ma c'è modo e modo, anche nell'ottica di gettare le basi per il futuro. Anche arrivasse una salvezza all'ultimo minuto dell'ultima giornata, o addirittura ai play-out, significherebbe stagione negativa. Si tirerebbe un sospiro di sollievo, ma ci sarebbe poco sa festeggiare, valutando una rosa azzurra, sicuramente migliorabile, ma che non merita tutte queste sofferenze. La Carrarese ha incassato 35 gol.
Troppi per una squadra che annovera giocatori importanti come Lagomarsini, Massoni, Battistini (uno dei miglior '94 in circolazione, un patrimonio di questa Carrarese), Foglio (164 presenze in serie B), Rampi (ormai ai margini di questa squadra) e un giovane promettente come Migliavacca. Giocatori che sarebbero titolari in quasi tutte le squadre del girone, anche le più importanti. Il centrocampo sembra il reparto più in difficoltà, eppure adesso può contare su un regista ben considerato dagli addetti ai lavori come Petermann (cercato anche dell'Arezzo). Anche Bastoni si è rivelato un ottimo giocatore.
Bisogna capire se servono rinforzi di qualità, allora servono uno/due centrocampisti importanti per mettere la situazione a posto, oppure cambiare tipo di gioco e trovare un equilibrio che manca a questa squadra. Una crisi che si traduce in sterilità offensiva (gli ultimi due gol sono stati segnati da difensori). Qualsiasi centravanti in questa Carrarese non segna: né Miracoli, né Rolfini, né Cais. Cambiano i giocatori ma i problemi rimangono, a meno che Floriano non si inventi la giocata personale. Miracoli poi sembrava aver superato il suo periodo nero, ma con la ripresa del campionato è stato relegato in panchina (una bocciatura quando si stava riprendendo).
Ormai è chiaro che la Carrarese non regge un tridente con Del Nero esterno. Stiamo parlando di un campione che dà tutto in campo, ma non è più un giovanotto e non può "cantare e portare la croce" sulla fascia, quindi va utilizzato in altro modo. La cosa merita una riflessione vera: o si va sul mercato puntando a cannonieri da categoria superiore, oppure se si ritiene valido l'attuale parco attaccanti, bisogna cambiare altro. Servono scelte, magari dolorose, ma per il bene della Carrarese, comunque oggi finisce il mercato di riparazione: l'ultima chiamata per davvero, la società non può più sbagliare.
Luca Santoni
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