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Massese, un anno vissuto nel pericolo Ora si punta in alto

Massese, un anno vissuto nel pericolo Ora si punta in alto

Il 2017 nei sogni dei tifosi è quello della promozione in Lega Pro Ma la stagione passata festeggia un eroe: mister Pinna

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MASSA. Dalla paura per una retrocessione, che avrebbe avuto del clamoroso, sino alle legittime speranze di tornare nel calcio che conta. Si può riassumere così il 2016 attraversato dalla Massese e dai suoi tifosi; stati d'animo diametralmente opposti che sono maturati giorno dopo giorno, partita dopo partita, come un viaggio complicatosi improvvisamente e ripreso a doppia velocità proprio a due passi dal baratro che, vivaddio, è stato saltato a piè pari quando sembrava tutto finito.

Ma andiamo con ordine, se possibile, a ripercorrere un'annata (scusate il gioco di parole) disordinata: la prima parte del 2016 zebrato è stata vissuta con inquietudine dinanzi allo sgretolarsi del progetto tecnico costruito per affrontare la stagione calcistica 2015/2016 e partito con l'esonero del tecnico, Andrea Danesi prima e quello di Fabrizio Tazzioli poi, tornato nel frattempo sulla panchina zebrata per cercare di fare cambiare rotta ad una squadra incapace di risalire dalle sabbie mobili della bassa classifica nonostante una rivoluzione in sede mercatale invernale che aveva portato sotto le Apuane giocatori importanti. A metà febbraio la squadra viene affidata a Sergio Battistini (terzo allenatore stagionale), responsabile del settore giovanile e già tecnico della Massese nella seconda metà degli anni '90. Neppure questo terzo cambio però ha gli effetti sperati, tanto che la Massese sino alla penultima giornata non riesce a vincere una sola partita agli Oliveti e Battistini viene a sua volta sollevato dall'incarico con la dirigenza bianconera che decide di mettere la squadra, ormai allo sbando, nelle mani dell'allenatore dei portieri, Giampaolo Pinna. È il primo aprile ma non è uno scherzo: con una classifica disastrosa nonostante una rosa da primi posti, la scelta di Pinna somiglia più che altro al canto del cigno anche se il nuovo tecnico dimostra sin da subito di poter puntare al miracolo, cercando, prima di tutto, di riportare serenità all'interno di un gruppo che tutto pare tranne che unito. Pinna, prima di tutto, deve fare lo psicologo.

Obiettivamente, il massimo che si può sperare è raggiungere i play out nella migliore posizione possibile e alla fine, l'obiettivo è raggiunto in parte, nel senso che, nell'ultima giornata, la Massese vince all'ultimo respiro in casa contro il Gavorrano (l'unica vittoria dello scorso campionato agli Oliveti) grazie a una punizione di Franco al novantesimo. Il coincidente pareggio tra il Sansepolcro e il Montecatini, permette ai "Pinna boys" di giocarsi il tutto per tutto nello spareggio di Scandicci, lontano da casa, sì, ma forse non è poi così male visto il rendimento interno della squadra per tutta la regular season. A Scandicci è un vero e proprio trionfo con un secco 3 a 0 che permette ai tanti tifosi bianconeri di tirare un sospiro di sollievo grande così, sebbene il presidentissimo Giorgio Turba al termine della gara non le mandi certo a dire, scaricando la tensione accumulata per tutta la stagione. «Ora che la Massese è salva me ne vado». Ah già: un plauso doveroso e pure fragoroso deve andare a Pinna che, coerentemente con quanto dichiarato nel momento dell'affido della panca zebrata, fatta l'impresa ed evitata la retrocessione in Eccellenza, se ne torna a fare l'allenatore dei portieri. Perbacco che umiltà.

Tornando a Turba, in effetti l'imprenditore e amato presidente resta sulle sue posizioni per un po', quanto basta per fare tremare la piazza zebrata una volta di più, ma, alla fine, decide di restare e pure di costruire una squadra zeppa di giovanotti ma assai interessante, affidata ad un tecnico giovane ma esperto e già vincente come Giacomo Lazzini. È una vera e propria rivoluzione e della rosa salvatasi in extremis non viene risparmiato quasi nessuno. Si respira un'aria nuova, viene ingaggiato anche un direttore sportivo (Egidio Bicchierai) e di sottecchi qualcuno prova a guardare più in là di un campionato tranquillo; anzi, a dirla tutta, nascono i presupposti per bramare un ritorno tra i professionisti.

Nel giro di pochi mesi, la paura per una retrocessione che avrebbe avuto conseguenze imprevedibili diventa prima prudenza e poi, con l'andar del nuovo campionato (battezzato male peraltro, con una sconfitta interna), consapevole fiducia, tanto che la squadra arriva al giro di boa al secondo posto a soli tre punti dal primato. Ormai nessuno ha più voglia di nascondersi e la parola ""promozione"" viene pronunciata sempre più spesso e la conferma delle nuove ambizioni zebrate arriva dal mercato invernale (per giunta ancora in corso) con l'arrivo in maglia bianconera di quattro elementi di valore per portare esperienza e ulteriore qualità ad un gruppo che già stava facendo piuttosto bene. Ora non resta altro da fare che festeggiare il nuovo anno, mentre la paura della retrocessione sembra un ricordo lontanissimo e sbiadito nonostante da quel giorno a Scandicci siano passati solo pochi mesi. Magie e incoerenze del calcio.

Alessandro Tabarrani

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