Italia
Azzurri, il messaggio del sindaco: «Più piste, auspico tempi brevi»
Il primo cittadino e il futuro: «L’amministrazione non ha mai smesso di seguire la vicenda Carrarese L’obiettivo è avere almeno uno degli interlocutori pronti per l’asta, per ora lasciamo perdere i nomi»
CARRARA. Il futuro della Carrarese è ancora incerto, ma l'Amministrazione sta lavorando a più alternative, per arrivare alla nascita della nuova società che dal 18 maggio dovrà presentarsi all'asta, per acquistare il titolo sportivo del club di piazza Vittorio Veneto.
L'obiettivo è varare il nuovo progetto all'inizio della prossima settimana e presentarsi di fronte al curatore Tognelli con soggetti precisi. A fare il punto della situazione è il sindaco Angelo Zubbani, l'indomani dell'uscita del comunicato dei tifosi a sostegno del progetto di Fabrizio Anzalone.
In sostanza, esisterebbero una o più alternative alla proposta portata avanti dall'ex capitano azzurro, sulle quali l'Amministrazione sta ragionando.
«Più che dire, bisogna fare», è il commento del primo cittadino. «Il tempo passa inesorabile, ma non è ancora il momento di esporsi su alcune piste di lavoro che stiamo seguendo da tempo e che spero si concludano favorevolmente. Io al momento parlo ancora al plurale».
In che senso?
«Nel senso - spiega il sindaco Zubbani - che ci sono ancora più ipotesi».
Quindi esistono diverse alternative?
«L'Amministrazione non ha mai smesso di seguire la vicenda Carrarese, sia prima che dopo il fallimento e continuerà a farlo anche in questi giorni, auspicando che una delle piste di lavoro esistenti, si possano chiudere bene e in tempi brevi».
Sempre con l'obiettivo della Lega Pro?
«Con tutti coloro con i coi quali abbiamo parlato in questi mesi, sia io che l'assessore Benedini, abbiamo sempre mantenuto la barra ferma su quello che la città merita. Non abbiamo ragionato sull'ipotesi di ripartire dai dilettanti».
Lei parla di piste. Quante ne esistono?
«Io conto che almeno una delle piste d'interesse si possa chiudere».
Quando si arriverà ad una decisione definitiva?
«Il mio auspicio è che la situazione sia chiarita prima degli inizi dell'asta del curatore fallimentare».
Quindi prima del 18 maggio?
«Esatto. Prima del 18 le cose devono essere messe in chiaro. L'obiettivo è avere almeno degli interlocutori pronti per l'asta, al di là di come si atteggeranno eventualmente con questo evento».
I progetti in campo comprenderebbero anche imprenditori locali? Può darci qualche nome?
«Capisco che giornalisticamente i nomi fanno più presa delle parole, ma lasciamo perdere i nomi».
Come sta evolvendo l'asta dei blocchi?
«Non la sto seguendo direttamente. Abbiamo solo cercato di sensibilizzare gli imprenditori per le donazioni, ma il grosso lo ha fatto Bottici e chi ha collaborato con lui. Direi che l'obiettivo comune era quello di reperire risorse per onorare gli impegni. E' un'asta un po' atipica rispetto alle precedenti, senza bollicine e buffet, dovuto ai tempi in cui si tiene e all'opportunità del momento».
Si svolgerà in un'unica data, oppure possiamo parlare di un'asta "spalmata" nel tempo?
«In realtà l'asta si sta già consumando un po' giorno per giorno, da quello che ho capito. Non sarà un'asta celebrata come le precedenti, ma dove conterà il risultato finale».
Lunedì scorso lei è intervenuto alla cena sociale della Carrarese al Corallo Nero. Cosa ha detto?
«Sono passato intorno alle 23 in tarda serata per salutare la società, il mister, Devoti, tutti i dipendenti della Carrarese, tutti gli addetti ai lavori di ogni ordine e grado. Ho ringraziato i ragazzi a nome della città, oltre che per i meriti sportivi, perché 51 punti non sono poca cosa, ma soprattutto come uomini. Tutti, oltre alle doti calcistiche, hanno dimostrato di avere dei valori e un'etica che non si è mai riscontrata altrove in situazioni così difficili. Il mio ringraziamento è andato più alle persone, oltre che ai calciatori».
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