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Devoti: siamo vicini alle famiglie dei caduti
E, sul piano sportivo, l’auspicio: «Speriamo che l’asta dei blocchi dia un po’ di fiducia al gruppo»
CARRARA. Walter Devoti parla a nome di tutti nell’esprimere il dolore e il cordoglio: «Prima di sport, oggi bisogna parlare di come si può ancora morire per lavoro. Siamo vicini alle famiglie dei due caduti». Attimo di pausa e, doverosamente, si torna nel mondo sportivo: «La nostra è squadra con gli attributi e lo dimostra sia durante gli allenamenti che in partita di campionato. Allenatore, staff e ragazzi eccezionali che sanno lasciare a casa le problematiche societarie e, da veri professionisti, concentrarsi sul lavoro. Speriamo che l’asta dei blocchi dia loro un po’ di fiducia. Speriamo che la città, l'imprenditoria e quant'altro riconoscano loro i giusti meriti».
«La mia squadra è stata limitata da una spendida Carrarese che non demorde e gioca benissimo malgrado la nebulosa situazioner societaria», il commento di mister Cristian Bucchi, uno che da giocatore ha calcato campi in tutta Italia, compresi quelli di club di rango. «Ci ha tenuto testa, si è difesa bene, alla fine meritando il punto, malgrado le tre occasioni da noi non concretizzate. Gara non spettacolare, ma ritengo piacevole. Il risultato dell'andata? Troppo punitivo per i meriti della Carrarese che anche oggi ha dimostrato valore e carattere» conclude il tecnico della Maceratese, sceso per primo in sala stampa.
Arriva Remondina e gli si legge in volto la soddisfazioneper per il pareggio, anche se il roccioso nocchiero gialloazzurro preferisce parlare di «risultato giusto conseguito grazie a una prestazione super al cospetto di una squadra agguerrita come confermano i 12 risultati utili consecutivi, compreso quello ottenuto oggi contro di noi. I ragazzi hanno limitato la Maceratese. Adesso restano tre partite e poi tireremo le somme, ma un plauso deve andare sempre ai giocatori che, in momenti non certo sereni, continuano a dare esempi di professonialità. Obiettivo Tim Cup? Il nostro scopo è fare sempre qualcosa in più, senza pensare a dove voler arrivare».
Interpellato sul recupero di Gyasi, fermato da infortunio, Remo avverte: «I tempi saranno quelli necessari alla riabilitazione, inutile fare programmi». Torniamo alla sfida con la Maceratese: «Che prestazione quella offerta dai nostri giovani messi al cospetto con elementi del calibro di Sabato, Imparato e Fissore, tanto per fare qualche nome: questi ultimi hanno eretto un muro difensivo di prim'ordine contro il quale la Carrarese non è però rimbalzata. I nostri ragazzi hanno dimostrato di saper essere all'altezza di ogni situazione».
(f.p.)
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