Massese, serve umiltà per poter uscire dal tunnel
L’ingaggio del portiere Pazzagli in vista dei due incontri in chiave salvezza Contro Città di Castello e Viareggio i bianconeri non possono perdere
MASSA. E così è arrivato anche l'acquisto del portiere Edoardo Pazzagli, l'ultimo di una lunga serie di correttivi che la Massese ha dovuto fare per cercare di arginare l'emorragia di risultati che non si è mai fermata durante il campionato. Più che altro, questo appare come l'ultimo tentativo (necessario, per carità) di tappare un'altra falla di una nave che fa acqua da tutte le parti, proprio perché messa in mare ad inizio stagione in condizioni inadatte ad affrontare un campionato comunque, qualitativamente mediocre.
E pensare che in estate si pensava ad una Massese in grado di fare un torneo perlomeno di vertice, con l'obiettivo di centrare almeno i play off; tuttavia, i bianconeri sono riusciti a fare peggio della mediocrità finendo addirittura ad un passo dalla retrocessione diretta con una squadra incapace di vincere in casa, di segnare con continuità, di dimostrare di valere la maglia indossata. Perché ? Presto detto: un mercato cannato in pieno nella bella stagione e mal aggiustato anche nei mesi invernali (stante alcuni nomi, sulla carta, brillanti, ma invero accigliati fuori e dentro il campo); tre cambi di allenatore, l'ultimo dei quali, Sergio Battistini chiamato a fare un miracolo già difficilissimo tre partite orsono e impossibile ora; una gestione generale un po' così, alla “volemose bene” nonostante tutto e nonostante tutti; tutti elementi che hanno reso questa stagione, domenica dopo domenica, da dimenticabile a pericolosamente drammatica se non verrà rimessa in piedi con onore in queste ultime partite raggiungendo i play out.
L'impressione è che di sincronia ce ne sia poca a seguito di un progetto flebile e quindi labile, stante una presidenza che può andare a testa alta dal punto di vista dei bilanci che fanno della Massese una delle società più sane del mondo. Il problema è che in fase mercatale si è dato retta alla pancia più che alla testa, soprattutto in fase di riparazione comprando attaccanti a iosa e tralasciando il vero problema: raccattare un portiere da affiancare a Barsottini e un centrocampista di qualità in grado di dare un senso a tutto quanto.
Invece sono arrivati Mengali, Galelli, Vita e Canalini a sovraffollare un reparto che, come conseguenza di questa scelta, invece che esplodere è imploso tra nervosismi (tanti) e gol (pochi). Già, nervosismi che sembrano non avere fine. L'impianto generale non regge, nemmeno dal punto di vista comunicativo sempre per il “volemose bene” di prima. Nel mezzo di tutto questo, il malumore dei tifosi è esploso più di una volta. Resta da salvare almeno la faccia nel senso del mantenimento della categoria, provando a centrare il quartultimo posto per giocarsi la salvezza agli spareggi.
Città di Castello il 30 marzo e Viareggio il 3 aprile saranno le tappe che non potranno assolutamente essere fallite con Battistini che avrà, in questa lunga sosta, modo e tempo di inculcare nella testa dei suoi la giusta mentalità tattica e morale, lui, chiamato ad una missione impossibile (salvezza diretta) ma ancora possibile (giocarsela ai play out). Insomma, tutto questo per tornare a Edoardo Pazzagli, figlio d'arte e portiere scelto tra chi era senza squadra per blindare la porta zebrata meglio di quanto sia stato fatto nelle ultime partite dal pur bravo Barsottini, evidentemente travolto anch'egli da tutto questo bailamme. Il curriculum di Pazzagli, classe 1989, non è male.
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