Italia
I datori di lavoro rivogliono indietro 100 euro di stipendio
CARRARA. Nuove nubi si addensano all’orizzonte del settore lapideo, in vista del rinnovo del contratto nazionale. Dopo una primavera 2015 segnata dagli scioperi per il rinnovo del contratto...
CARRARA. Nuove nubi si addensano all’orizzonte del settore lapideo, in vista del rinnovo del contratto nazionale. Dopo una primavera 2015 segnata dagli scioperi per il rinnovo del contratto integrativo, adesso lo scontro si sposta su quello nazionale. Lo confermano le segreterie di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl al termine di un primo giro di incontri con Confindustria. Lo scorso 22 gennaio la delegazione dell’associazione datoriale avrebbe condizionato il rinnovo del contratto alla “restituzione” dai lavoratori alle imprese di 100 euro, perché scrivono i sindacati «secondo Confindustria il precedente contratto è stato sottoscritto con cifre più alte rispetto all’inflazione reale». Di qui il tentativo degli imprenditori di rinviare il più possibile la trattativa e di rimandare l’appuntamento già fissato per l’11 febbraio. «È bene essere chiari, non dobbiamo restituire un bel niente» spiegano Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl ricordando che «il precedente contratto è stato rinnovato con i dati ufficiali che avevamo a disposizione e le richieste per questo rinnovo sono state fatte su un adeguamento del potere di acquisto dei salari su dati europei e sui dati relativi all’andamento positivo del settore». Decisi a rispedire al mittente la richiesta, le categorie annunciano che si presenteranno ai prossimi incontri - fissati per il 23 febbraio e per il 15 marzo – con una delegazione di rappresentanti sindacali e lavoratori più larga. Non solo: Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl si dicono ansiose di rinnovare il contratto e dunque disposte «a mettere in piedi tutte le iniziative di lotta compreso lo sciopero».
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