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Bertoneri cuore Toro, 35 anni fa l’esordio con la maglia granata

Bertoneri cuore Toro, 35 anni fa l’esordio con la maglia granata

MASSA. Era il 18 gennaio 1981 quando fece il suo esordio in serie A colui che avrebbe dovuto diventare l’erede di Claudio Sala, il “Poeta del gol” dell’ultimo Toro scudettato. Nemmeno diciottenne,...

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MASSA. Era il 18 gennaio 1981 quando fece il suo esordio in serie A colui che avrebbe dovuto diventare l’erede di Claudio Sala, il “Poeta del gol” dell’ultimo Toro scudettato. Nemmeno diciottenne, Dante Bertoneri fece il suo ingresso sul terreno dell’allora Comunale di Torino in un Torino – Ascoli terminato 3 a 0 per i granata dopo aver fatto la trafila nel settore giovanile agli ordini del “Mago” Sergio Vatta, che parecchi anni dopo parlò di Bertoneri come del talento più limpido allenato nella sua carriera di allenatore della Primavera del Toro (e di campioni Vatta ne ha forgiato parecchi).

Un esordio che per Dante faceva presagire un grande futuro e, al contempo, sognare i tifosi granata che nel giovanissimo e talentuoso centrocampista esterno cominciavano a intravedere un nuovo idolo. Dante entrò a due minuti dal termine al posto di Vincenzo D’Amico e, con lui, lo stesso giorno e allo stesso minuto (secondo più secondo meno), entrò anche Giovanni Francini, altro talento massese che sostituì nientepopodimenoche Eraldo Pecci. Nel Toro Dante restò fino al 1983, collezionando 41 presenze e due reti, prima di essere ceduto all’Avellino. La carriera di Dante però non è stata all’altezza delle aspettative per mille motivi, ciò nondimeno i tifosi del Toro, a 35 anni di distanza, si ricordano ancora di quel ragazzo che fece diventare matto Cabrini in un derby di coppa Italia che i granata vinsero per 1 a 0 con il diciottenne massese sugli scudi (a Dante in quella partita venne anche annullata una rete).

Oggi l’ex promessa del calcio italiano non ha mai nascosto le sue difficoltà, senza mai aver timore di chiedere una mano sia al mondo del calcio che allo stesso Toro, nonchè alle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite nel tempo nel capoluogo apuano. Una sofferenza mitigata, in parte, dalla sua seconda giovinezza trovata nel podismo (Bertoneri, dopo aver vinto negli anni gare su gare un po’ ovunque, è ora uno dei Veterani più forti in circolazione) e addolcita dall’abbraccio nella fede Cattolica. I suoi appelli però al momento non hanno ricevuto risposta: ""Sono stato lasciato solo"", ha più volte detto Dante, anche oggi, a 35 anni di distanza da quel Torino – Ascoli colmo di speranze.

Alessandro Tabarrani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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