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Davide Cais: «Sconfitta immeritata»

Davide Cais: «Sconfitta immeritata»

Il giovane attaccante rivive le fasi salienti della gara con L’Aquila: «Qui a Carrara mi trovo bene, siamo un bel gruppo»

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CARRARA. Facciamo conoscenza con Davide Cais. Uno dei volti giovani di questa nuova Carrarese, arrivato quest'estate in prestito dalla Juve insieme a Gerbauso, Tavanti e Barlocco. L'attaccante classe 1994 è stato protagonista nel finale di gara contro L'Aquila con una conclusione pericolosa che ha costretto il portiere avversario al miracolo. Cais parte proprio da quell'episodio: «C'è stata una punizione laterale. Io sono andato sul primo palo e ho cercato di deviare la palla, ma purtroppo il portiere c'è arrivato e l'ha rimandata in angolo. All'ultimo minuto poi ho raccolto un cross sull'esterno, l'ho rimessa dentro per Cavion che ha tirato, ma un avversario lo ha spinto, poi la palla è arrivata a Massoni, anche lui colpito da un loro difensore. Sembrava rigore, ma l'arbitro ha deciso diversamente. Peccato, noi abbiamo fatto la partita e meritavamo molto di più. L'Aquila è una buona squadra con giocatori esperti, ma alla fine loro hanno fatto solo i due tiri dei gol. Il primo poi ci sembrava viziato da fuorigioco. Infantino ha fatto un gran gol, e ne abbiamo sbagliati altri due o tre. Abbiamo avuto un po' di sfortuna. Speriamo di rifarci subito da giovedì a Savona. Sarebbe importante portare a casa i tre punti. Sarà un campo difficile, dove abbiamo già giocato in Coppa Italia (1-0 autorete di massoni ndc), ma dobbiamo risalire subito in sella». Parlaci di te. Prima di passare alla Juventus, sei cresciuto nel vivaio dell'Atalanta. «A Bergamo ho fatto tutta la trafila per cinque anni e praticamente a Vinovo con la Juventus non ci sono mai stato. Dopo la Primavera dell'Atalanta ho disputato il mio primo anno da professionista alla Reggiana (C1). Lì ho conosciuto Michele Cavion, anche lui veneto come me. Io sono di Vittorio Veneto, mentre lui è di Vicenza e stiamo spesso insieme anche qua. L'anno scorso sono andato a Gubbio (C) e poi è arrivata la Carrarese. Ho casa a Marina di Massa e mi trovo alla grande. L'ambiente è tranquillo e si sta benissimo. Posso anche ospitare i miei genitori, quando arrivano il sabato dopo un viaggio di 400 chilometri. Ho una fidanzata che si chiama Sara. Anche lei è delle mie parti. Abita a Sarmede, sempre in provincia di Treviso, e quando gli impegni di studio glielo permettono, viene a vedermi». Insomma, sei lontano da casa, ma non è la prima volta.

«Ormai ci sono abituato. A 14 anni sono andato via da casa per andare a Bergamo. Il primo anno, a 300 chilometri dalla mia famiglia, è stato un po' un trauma, soprattutto all'inizio, perché ero molto attaccato ai miei genitori e a mio fratello. Fu una bella botta, ma poi ci si fa l'abitudine e si va avanti».

Come ti trovi con i tuoi compagni della Carrarese? «Alcuni li conoscevo già: Cavion, Barlocco anche Bagni. Con altri ci siamo conosciuti di vista in questi anni come Sbraga, Massoni, Sales. L'ambiente dello spogliatoio è ottimo. Siamo un bel gruppo, molto unito e con queste premesse è anche più facile ottenere risultati. Durante la settimana si lavora bene. I più esperti, Dettori, Erpen o Massoni, spesso ci aiutano e ci danno consigli quando sbagliamo. Meglio per noi averli».

Aggiornamento calendario. Dopo il recupero di Savona di giovedì (ore 20,30 con diretta RAI Sport), la Carrarese affronterà in casa il Teramo domenica 1 novembre alle ore 15.

Luca Santoni

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