Il presidio
Lampi Carrarese, diluvio sull’Arezzo
Partita perfetta dei gialloazzurri che dilagano nella ripresa trascinati da un magnifico Gnahorè dopo il rigore di Erpen
CARRARA. Pioggia fitta (in tutti i sensi) sullo stadio “Città di Arezzo” dove amaranto di casa e gialloazzurri ospiti si ritrovano dopo una dozzina d’anni.
La Carrarese si trasforma in una sorta di Giove Pluvio e confeziona lampi che accendono gli animi dei pochi sostenitori scesi nella città etrusca e, allo stesso tempo, spengono quelli dei supporter di casa.
Un successo esterno tanto vistoso non è cosa di tutti i giorni, tantopiù se si considera quanto messo in mostra dai padroni di casa nella prima frazione di gara, apparsi decisi e ben organizzati (almeno fino all’uno-due che li ha tramortiti).
Una vittoria che rilancia le quotazioni già considerevoli di una rinnovata Carrarese che, seppure ancora in debito di una gara, respira già l’aria dell’Olimpo e pone una candidatura pesante per la leadership di un girone quasi tutto toscano e composto da tante squadre con blasone.
Primo tempo senza gol e ripresa con 5 centri, uno dei quali su rigore realizzato da uno degli innumerevoli ex in campo, corrispondente al nome di Erpen che, con giusto fair-play, non esulta dopo aver trafitto la porta proprio sotto la curva dei sostenitori amaranto che in tante occasioni lo hanno acclamato.
Era 13’ del secondo tempo con risultato ancora bloccato. Chissà cosa deve aver pensato Erpen prima di calciare e cosa avrà provato dopo il gol. A quel punto la gara ha cambiato forma: non più l’Arezzo a orchestrare il gioco e la Carrarese un po’ sorniona ma pronta a ribattere ogni provocazione. Mister Remondina aveva letto bene il canovaccio del primo tempo, di fatto non ritoccando la formazione iniziale dopo il rientro dagli spogliatoi.
Lo si è visto e capito subito che la squadra aveva mutato mentalità e aumentata la determinazione. Lo si è intuito quando, al 47’ e trenta secondi dopo, prima Cais su punizione deviata in angolo e poi Berardocco con uguale esito, hanno dato una scrollata alla difesa amaranto, preannunciando la rete che si sarebbe vista dieci minuti dopo, appunto cn il penalty trasformato da Erpen.
Nota doverosa per Emanuel Gyasi. Entrato a ripresa inoltrata, il giovane attaccante si è subito inserito nelle trame di gioco, gettando le basi per la doppietta inframezzata dal gol aretino. Senza dubbio uno strale in più per l’arco imbracciato da Remondina che, nella piovosa serata autunnale, ha trafitto a più riprese una squadra non certo di burro, ma reduce dalla figuraccia infrasettimanale subita in una amichevole con un club di Promozione, cosa che ha fatto imbestialire l’allenatore Capuano al punto da inveire con i suoi e “pretendere” un pronto riscatto contro la Carrarese. A confronto di quanto accaduto in campionato, lo scivolone in allenamento è una quisquilia.
Tanta Carrarese, poco Arezzo, dunque, nei secondi 45’ scorsi via piacevolmente (almeno per la squadra in tenuta gialla).
Erpen, doppio Gyasi e, ciliegina sulla torta, il cameo di Gnahorè che, in pieno recupero, ha infilzato ancora una volta l’estremo difensore amaranto.
All’Arezzo quanto a esso spetta: il punto siglato da Mariani (classe 1996) ha riacceso la gara e le speranze dei locali. Un bel gol realizzato con un “cucchiaio” al volo in centro area che ha uccellato il comunque ottimo Lagomarsini.
Una bella gara, secondo il nostro metro, giocata da buone squadre, malgrado il vistoso risultato ridimensiona un po’ quella di casa.
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