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Muratori-Giacomelli, dai giovani arrivano i segnali più belli

Muratori-Giacomelli, dai giovani arrivano i segnali più belli

CARRARA. In attesa della partita "degli ex" di domenica contro l'Arezzo in cui in campo ci saranno ben quattro ex delle due squadre oltre al direttore sportivo Sandro Federico, hanno parlato al sito...

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CARRARA. In attesa della partita "degli ex" di domenica contro l'Arezzo in cui in campo ci saranno ben quattro ex delle due squadre oltre al direttore sportivo Sandro Federico, hanno parlato al sito ufficiale della società due giovani promesse della Carrarese Federico Muratori e Davide Giacomelli, entrambi classe 1997 e reduci da una convocazione per uno stage con la nazionale under 18 Lega Pro. La prima domanda a cui hanno risposto è la sensazione della convocazione in Nazionale. Muratori: «Sono al settimo cielo e ripaga i tanti sacrifici che ho fatto. Voglio continuare a lavorare sodo per togliermi altre soddisfazioni». Davide Giacomelli: «Sono felice ed allo stesso tempo sorpreso anche perché ho disputato solo una partita ufficiale in questa stagione avendo patito un’ infortunio. Indossare la maglia azzurra non può che farmi venire la pelle d’oca». Entrambi i giovani azzurrini hanno avuto esperienza con la prima squadra, un occasione per crescere vicino a calciatori professionisti.

Federico Muratori: «Io sono costantemente aggregato alla prima squadra e da portiere mi alleno agli ordini del preparatore Betti. Certamente allenarsi insieme a Lagomarsini e Nocchi due giocatori giovani, ma molto forti e disponibilissimi a dare consigli, non può che essere un valore aggiunto per la mia crescita. Inoltre durante gli allenamenti cerco di osservare il più possibile le posizioni che da tenere in campo durante la partita».

Davide Giacomelli: «Personalmente ho avuto la fortuna di essere aggregato alla prima squadra per il ritiro estivo, anche se poi gioco con la Berretti. Negli allenamenti della prima squadra mi ha colpito la velocità, intensità e gli spazi ristretti per tentare la giocata. L’esperienza seppure breve con i vari Dettori, Gnahore e Pedone mi ha fatto capire, da centrocampista, cosa vuol dire veramente stare nel cuore del campo, posizione in cui si decidono tante partite». (l.b.)

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