Il presidio
Massese, colpa del mercato Danesi senza riserve valide
I sostituti non sono in grado di non far rimpiangere chi non scende in campo Difesa e centrocampo soffrono i tanti infortunati. Del Nero: rientro lontano
MASSA. Il pari con lo Scandicci è stato accolto piuttosto bene in casa bianconera sebbene il trend richieda una inversione di tendenza con la conquista dei tre punti che, si auspica, possa diventare abbastanza costante. Le motivazioni del mezzo passo falso sono molteplici e si trascinano praticamente dall’inizio del campionato, fatta salva la prima giornata di campionato che aveva un po’ illuso tutto l’ambiente circa le potenzialità della rosa.
Gli infortuni stanno certamente condizionando il rendimento della Massese, tuttavia, viene da pensare che la sfortuna stia giocando un ruolo inferiore a questo si possa pensare. Se la squadra dei potenziali titolari (quindi undici, dodici uomini) ai nastri di partenza poteva apparire come una potenziale vincitrice del torneo, il tutto non è stato corroborato con la scelta di alternative all’altezza. «Speriamo che nessuno prenda un raffreddore», diceva l’universo zebrato prima del taglio del nastro, a testimonianza di una rosa evidentemente troppo corta in difesa e a centrocampo, divenuta poi cortissima a causa dei continui acciacchi che hanno poi colpito anche il reparto avanzato, considerato fortissimo vista la presenza di gente come Granito, Chianese, Del Nero, Falchini e Remorini; sulla carta, una bomba atomica.
E qua sta il nodo: l’attività mercatale estiva non ha tenuto bene conto delle condizioni fisiche di alcuni elementi, acquistati facendo leva più sul nome che sul reale apporto che avrebbero potuto dare (e che comunque possono ancora dare, almeno si spera) alla causa. Del Nero è fermo da tempo per il noto problema ad un tallone, Chianese si è visto con il contagocce a causa di infortuni di vario tipo, Remorini da qualche domenica sta stringendo i denti così come Falchini che non è al meglio. Insomma, poco da discutere. Con lo Scandicci, obiettivamente, non si poteva fare di più per i succitati motivi e per l’inferiorità numerica che ha colpito la Massese ad inizio ripresa con la seconda espulsione stagionale di Aliboni. «Abbiamo conquistato un grande punto – ha detto il tecnico Danesi – conoscendo le difficoltà con cui stiamo facendo i conti a cui si è aggiunta l’inferiorità numerica. I ragazzi hanno mostrato grande carattere ed era questo quello che avevo chiesto loro dopo la sconfitta con il Ghivizzano. Sono stato accontentato».
Alessandro Tabarrani
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