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Mino Bordigoni «veggente» di Bernardeschi

Mino Bordigoni «veggente» di Bernardeschi

Il prof carrarese: sono uno sportivo amante del bel calcio che ha intuito l’estro del campione viola

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CARRARA. Mino Bordigoni, il prof carrarese che ama essere indicato solo come «sportivo amante del bel calcio» e che rifugge il titolo di talent scout, aveva intuito le capacità di Federico Bernardeschi, il campioncino made in Carrara esploso domenica sera in occasione dell’amichevole tra Fiorentina e Barcellona, vinta 2-1 dai viola, con doppietta dello stesso giocatore.

Bordigoni ha più volte avvicinato Bernardeschi e così racconta i suoi incontri.

«Lo scorso 24 luglio, Bernardeschi era in tournée in Usa con la Fiorentina - dice Mino Bordigoni - e conversava con me WhatsApp, chiedendo consigli personali. Abbiamo chiuso la "messaggiata" con un mio presagio: il racconto di un sogno che Federico avrebbe fatto al più presto una doppietta contro un avversario sconosciuto. Domenica sera al Franchi di Firenze, la profezia si è avverata; certamente non avrebbe mai pensato che la porta (nel sogno si era gonfiata due volte e illuminata come un flipper) fosse quella del portiere Ter Stegen del Barcellona. Non sono nè veggente nè mago, ma così è stato. Finirei con un pizzico di critica (ora è facile parlare, con Fede osannato da stampa, addetti ai lavori, titoli cubitali): in passato non molto lontano, molti luminari del calcio, allenatori, direttori sportivi, tecnici, direttori tecnici, direttori generali, procuratori, visto il suo fisico gracile e esile, non credevano in lui. Per un lungo periodo dovuto a infortunio, cinque anni fa Federico Bernardeschi in una partita Allievi contro la Sampdoria alle Caldine di Fiesole, fece vedere (entrò dalla panchina, causa poca tenuta atletica) dei gesti tecnici eccellenti, con tocchi di classe ad alto livello, dimostrando di avere la stoffa del giocatore vero e con un futuro pieno di trionfi e di successi. Mister Di Biagio si è innamorato di lui, convocandolo stabilmente nell’Under 21 e seppur non in condizioni fisiche eccellenti, lo ha voluto caparbiamente agli Europei, poi risultati disastrosi con una eliminazione clamorosa. Anche Prandelli lo convocò in un raduno pre mondiale a Roma. Leggo paragoni con altri giocatori del passato, vedi Antognoni che lo paragona ad Boksic, ex Lazio (a me ricorda invece il Mario Kempes dell’Argentina ai mondiali ’82 Spagna, con le debite proporzioni), ma lascio agli addetti ai lavori i paragoni e i confronti, quelli contano, sì, non i miei da sportivo ormai navigato; certamente non dimentichiamo l'infortunio con frattura esposta del malleolo, avvenuto lo scorso anno, che ha condizionato e interrotto l’ascesa calcistica di Federico. Se mi sognassi che il ct Conte gli stesse strizzando un occhio? Mi guadagnerei l'etichetta di veggente e di mago, in quel caso, sì. Vedremo».

Fabrizio Palagi

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