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La Berretti: noi aggrediti dagli avversari
CARRARA. In seguito all'”acceso” dopopartita della gara Berretti tra Carrarese e Pistoiese di domenica scorsa , la dirigenza azzurra ridimensiona quanto accaduto ed in particolar modo intende...
CARRARA. In seguito all'”acceso” dopopartita della gara Berretti tra Carrarese e Pistoiese di domenica scorsa , la dirigenza azzurra ridimensiona quanto accaduto ed in particolar modo intende chiarire che i suoi giocatori non hanno il via alla zuffa , anzi ne sono stati in primis autentiche vittime. Maurizio Tessa, storico dirigente accompagnatore azzurro, conosciuto dentro e fuori dal campo per la sua pacatezza ed obiettività, ha assistito alla bagarre e conferma che quanto accaduto dopo il triplice fischio del direttore di gara non è frutto di alcuna iniziativa partita dai giocatori della sua squadra. «Al termine di una gara decisamente corretta senza alcun problema disciplinare – racconta Tessa- ci siamo trovati coinvolti in attimi di tensione del tutto immotivata. Tutto è partito quando un nostro giocatore, Alessandro Galeotti è stato preso per il collo da un giocatore avversario e buttato a terra , il tutto condito da numerose offese verbali che hanno incredibilmente riguardato anche il sottoscritto ed altri membri dello staff. Offese ripetute anche all'uscita degli spogliatoi al momento di lasciare lo stadio. Ovvio che poi da questo brutto gesto ci sia stata la reazione da parte dei nostri ragazzi. Sono volati spintoni e pugni, mentre io ed i miei colleghi dirigenti abbiamo cercato di riportare la calma».
Sono anni che giro l’Italia con la Berretti della Carrarese- conclude Tessa- e posso assicurare che da tutte le parti, sia in campo che presso le strutture che ci ospitano in trasferta tutti ci fanno i complimenti per l'educazione. Questo gruppo poi in particolare è molto rispettoso e davvero poco incline ad alzare le mani. Come giusto che debba essere».
Interviene sulla vicenda anche la società Carrarese Calcio 1908 che esprime, la propria indignazione «e si dissocia da qualsiasi forma di atto o fatto di natura violenta, di tipo fisico e o verbale. La società ed il suo settore giovanile ed i suoi dirigenti – si legge nella nota – da sempre improntano i propri comportamenti alla correttezza, alla cultura e all’educazione sportiva e, appurati i fatti così come emergono da referto arbitrale, tutelerà, nel caso, l’immagine e l’onorabilità del proprio nome e dei propri tesserati».
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