Il Tirreno

Dettori: ho tirato forte sul secondo palo

di Massimo Braglia
Dettori: ho tirato forte sul secondo palo

E l’altro goleador della storica vittoria in Laguna, Cellini: «Cerco sempre di approfittare degli errori degli avversari»

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A VENEZIA. In una Venezia invasa all’inverosimile da centinaia di migliaia di persone (non è un’esagerazione) e di mascherine, la Carrarese conquista la prima vittoria esterna al Penzo nella sua storia ultracentenaria e gioca un brutto scherzo di Carnevale a un Venezia ambizioso: gli azzurri di Remondina vincono 2-1, e tornano a sorridere in trasferta dopo tre mesi e mezzo (ultima vittoria, proprio il debutto del nuovo mister a Busto Arsizio il 16 novembre). Finisce 2-1: doppio vantaggio con Dettori e Cellini, accorcia Bocalon ma la Carrarese fa buona guardia e vince con merito.

Eccolo Francesco Dettori, giocatore di classe e che su calcio piazzato è davvero forte. Già a Como aveva fatto centro, in riva al lago con una palombella che si era spenta al “sette”, in laguna ha scelto invece un tiro quasi rasoterra sul palo più lontano. Domanda d’obbligo: hai scelto di tirare così perché l’ex Vigorito aveva fatto un passo avanti? «No - rivela Dettori - ho semplicemente tirato forte sul secondo palo perché so che da quella posizione i portieri vedono solo molto tardi il pallone, e infatti Vigorito di fatto non è nemmeno riuscito a tuffarsi. Bene così: siamo stati bravi a costruirci questa vittoria, era importante fare dei punti per continuare il campionato con lo spirito giusto. I playoff sono ancora lontani, otto punti non sono certo pochi, perché finchè la matematica ci dirà che possiamo raggiungerli noi ci proveremo, e non potrebbe essere altrimenti. Ora, con Calderoni in porta, e Cellini là davanti che fa la differenza, abbiamo un po’ più di esperienza, che forse era quella che ci mancava. Una vittoria - aggiunge - importante anche per il morale, noi continuiamo sulla nostra strada sapendo che possiamo ancora dire la nostra».

A segno anche Marco Cellini, per la seconda volta consecutiva: a Pavia aveva segnato, da subentrato, il rigore con estrema freddezza a tempo ampiamente scaduto, adesso ha raccolto una palla vagante in area e l’ha messa dentro. «Noi attaccanti abbiamo il dovere di andare a cercare ogni pallone e dobbiamo sempre pensare che l’avversario possa sbagliare, questa volta è andata bene per noi. Vigorito è stato forse ingannato dal terreno infido, il rimbalzo gli ha fatto perdere la presa, sul primo tiro di Mancuso c’è stata una respinta, sono arrivato io e ho segnato. La vittoria - aggiunge - non è stata casuale, siamo scesi in campo con la mentalità giusta, la partita è stata equilibrata però noi gli abbiamo concesso poco e abbiamo sfruttato al meglio le nostre opportunità; anche in fondo, pur avendo Cori bravo di testa, non sono stati pericolosi più di tanto, a parte il gol».

Cellini è sotto contratto anche per la prossima stagione, e sicuramente sarà un giocatore da cui partire per costruire una squadra in grado di conquistarsi la permanenza nella C unica. Cellini se sta bene è ovviamente un titolare, ma in caso di necessità o eventuale turn-over, anche dalla panchina ha mostrato di poter essere determinante. Come Gorzegno quando entrerà in forma, e già ora Calderoni e Dettori, vanno bene l’entusiasmo e la freschezza, ma senza un po’ di esperienza è difficile fare risultati a questi livelli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani