Sfortuna Wts, si fa ancora male Muzio
Tegola sulla squadra di Gazzotti: la caviglia non dà pace all’uomo più forte
MASSA. Wts che con la vittoria di Genova centra il tre su tre. Punteggio pieno e tabella di marcia che prosegue a gonfie vele. Certo altri saranno gli avversari da grattacapo, però si tratta comunque di un risultato che tiene alto il morale delle truppa di Gazzotti. Purtroppo però, sarebbe stato troppo bello rincasare da Genova con sole buone nuove. A rovinare la festa ci s'è messa la cugina della dea bandata - quella che, purtroppo, ci vede benissimo - la sfortuna, che ancora una volta si è accanita su Fabio Muzio e su quella caviglia sinistra che già tanti problemi aveva dato in fase di preparazione. Ancora non si sa nulla ne sull'entità dell'infortunio ne sui tempi di recupero dell'opposto napoletano, che in questi giorni verrà valutato dal centro fisioterapico di fiducia della Wts. Uno stop che non ci voleva.
«Non sappiamo ancora nulla sulle condizioni di Muzio. Verrà valutato in questi giorni dal fisioterapista e solo allora sapremo quella che sarà la gravità e le tempistiche del recupero. Un vero peccato, perché Fabio stava entrando solo ora in condizione. All'apparenza, valutando il gonfiore e il primissimo impatto, sembrerebbe qualcosa di più grave rispetto alle volte precedenti. Ma non voglio lasciarmi andare in diagnosi che non mi competono. Un infortunio del genere su di un fisico come il suo non sarà comunque facile da smaltire. Un colpo secco che arriva proprio alla vigilia di una serie di partite contro avversari di livello», il commento di Gazzotti. Tralasciando questi spiacevoli strascichi, concentrandosi più sull'aspetto tecnico. La gara è stata contraddistinta dai primi due set giocati ad alto livello, mentre il terzo, complice lo scoramento per l'infortunio di Muzio e l'aver dovuto reinventare il sestetto, ha visto i biancoblu concedere qualcosa di troppo al Cus, vedendo ridurre l'ampio vantaggio conquistato. «Bene i primi due set, giocati e condotti sempre molto agevolmente. Abbiamo fatto il nostro contro avversari non impegnativi. Nel terzo abbiamo un po' calato il ritmo per vari motivi. Su tutti lo scoramento dopo l'infortunio e l'aver dovuto cambiar in corsa il sestetto poiché il naturale sostituto di Fabio era già in campo», chiude il tecnico modenese.
Nicola Torri
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