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Di nuovo a porte chiuse prima della partita clou

Di nuovo a porte chiuse prima della partita clou

Domani allenamenti senza tifosi, mentre non si placano le contestazioni Contro il Savona gara decisiva per le sorti di mister Braghin (e forse di Turotti)

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CARRARA. In un clima pesante, si avvicina la sfida delicatissima di domenica contro il Savona, un match che si preannuncia come ls svolta stagionale: in caso di successo (e quindi di ritorno al gol dopo sette giornate di digiuno), sarebbe siglata una tregua. In caso di pareggio giocando bene bene, forse Braghin riuscirebbe a salvare la panchina, altrimenti proprio il mister sarebbe il primo a “saltare”, seguito a ruota da Turotti se nel giro di un mese il nuovo tecnico (non Venturato, andato al Piacenza) non dovesse riaddrizzare la barca.

Una cosa è certa: è scoppiata la contestazione della tifoseria nei confronti della squadra e della dirigenza tecnica.

Tutti sono il mirino delle polemiche: i giocatori, considerati poco attaccati alla maglia, il tecnico Maurizio Braghin, considerato corresponsabile della disastrosa - fin qui - stagione degli azzurri assieme al preparatore atletico e il direttore sportivo Sandro Turotti.

La sottile tregua che andava avanti da diverse settimane è saltata con la notizia che alcuni giocatori domenica sera hanno trascorso alcune ore in una nota discoteca della Versilia. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

E da lì la contestazione che sta attraversando tutta la tifoseria: dalla Curva Nord fino alla Gradinata. Una tensione crescente tra la tifoseria che domenica si trasformerà nel primo, vero, gesto di contestazione nei confronti di tutti: la tifoseria è pronta a disertare lo stadio e a seguire la partita all'esterno della tribuna centrale. Un segnale chiaro a giocatori, addetti ai lavori e società: la pazienza dei tifosi è finita, ora ci vogliono i risultati.

Disertare lo stadio è senz'altro un segnale che non può passare inosservato dalla società e anche la squadra deve dimostrare di sapere reagire.

Una prova di maturità in ritardo, quando erano settimane che tutti chiedevano alla squadra di mettere in campo quel "qualcosa in più" che dimostri un grande attaccamento alla maglia. Che non si retroceda non vale come scusa per tutti gli errori o come jolly per giustificare le sconfitte.

Allenamenti a porte chiuse. Nel frattempo, la squadra cerca di isolarsi. Anche questo venerdì l'ultimo allenamento della settimana allo stadio Dei Marmi si terrà a porte chiuse. Una decisione comunicata ieri pomeriggio sul sito ufficiale della società e che ha portato ad inevitabili polemiche e facili ironie sul gruppo dei tifosi azzurri su Facebook.

L’impressione è che il tecnico Maurizio Braghin stia studiando qualche soluzione per aumentare l’incisività di una squadra che non solo non segna (da sette giornate) ma tira pochissimo in porta, a causa anche dello scarso peso specifico e fisico di gran parte della rosa.

Qui Savona. Al termine del test del giovedì, una partitella in famiglia, il tecnico ligure Giovanni Mattu ha parlato sul sito ufficiale della sfida di domenica contro la Carrarese: «A Carrara ci aspetta una partita difficilissima: loro sono all'ultima spiaggia, vengono da due anni in cui non hanno fatto benissimo e hanno promesso battaglia per risalire la china in classifica dopo un periodo in cui non sono riusciti a trovare la via del gol. Servirà un grande Savona».

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