Il Tirreno

Vent’anni dopo nel catino vicentino del Menti

Vent’anni dopo nel catino vicentino del Menti

Nonostante due retrocessioni di fila, oltre quattromila abbonati per i biancorossi, in tribuna Masitto

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VICENZA. Dopo 20 anni la Carrarese torna a Vicenza: i veneti, nonostante due retrocessioni di fila, hanno ancora un buon pubblico. Sono oltre quattromila gli abbonati, nel catino del Menti il colpo d’occhio è buono. Qui, quando sali le scale della tribuna stampa, ci sono le vestigia degli anni d’oro, seconda metà dei Novanta: una Coppa Italia vinta, una semifinale di Coppa delle Coppe con il Chelsea. Altri tempi, c’è anche qualcuno con la maglietta di Paolo Rossi, che proprio dal Lanerossi Vicenza aveva iniziato la sua scalata al grande calcio che l’avrebbe portato al Mundial 82.

I tifosi azzurri sono una trentina, sotto lo striscione Gradinata Baffo. Ma non c’è neppure il tempo di appuntare le formazioni che la Carrarese è già in dieci: un fallo ingenuo di Trocar lascia la formazione di mister Braghin in inferiorità numerica. Un’espulsione evitabile, che manda all’aria i piani di mister Braghin, che nella prima mezz’ora fa già due cambio, prima Battistini al posto di Cellini, poi Tognoni per Beltrame, in modo da disegnare un 4-4-1 con Mancuso costretto a cercare gloria sui pochissimi palloni giocabili, e Tognoni e e Dettori che devono coprire la fascia, dando una mano dietro (Tognoni a destra, Dettori, ancora non al meglio, a sinistra). Difficile analizzare gare simili, il refrain è quello d’obbligo: i padroni di casa che spingono, e cercano la chiave d’accesso alla porta di Nodari, e azzurri che tentano di opporsi facendo massa là dietro, provando a ripartire, conquistando se possibile qualche punizione.

Da segnalare fra il pubblico Cristian Masitto, doppio ex: arrivò al Vicenza nel 94, dopo una parentesi a Spezia, e iniziò a conquistare una lunga serie di promozioni, come gli riaccadde con Cesena, Savoia, Como, Florentia Viola. Lui che è di Carrara, cresciuto nell’Oratorio Don Bosco, ha giocato solo una stagione negli azzurri, mettendo la firma come assist man nello storico successo per 3-2 allo Spezia, oltre a firmare gol importantissimi come quello di Modena, contro i canarini di De Biasi che poi conquistarono la promozione senza grandi difficoltà. Adesso fa l’allenatore, ha lasciato un buon ricordo un po’ ovunque (a Rovigo ha anche inciso l’inno della squadra) e adesso, da allenatore è in cerca di una squadra. (m.b.)

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