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La rabbia di patron Italo Vullo «In serie C per colpa del Comune»

MASSA. Un Italo Vullo che le canta sonoramente all'amministrazione massese. Cogliendo al volo l'occasione e tralasciando per un attimo di fare un punto su quelle che saranno le strategie future della...

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MASSA. Un Italo Vullo che le canta sonoramente all'amministrazione massese. Cogliendo al volo l'occasione e tralasciando per un attimo di fare un punto su quelle che saranno le strategie future della sua compagine, il presidentissimo non si risparmia nei confronti dell'apparato politico massese reo, a sua detta, di non aver agevolato ed aiutato una società come la Pallavolo Massa e, più in generale, di non saper usufruire dello sport per quella che è la sua funzione di aggregazione sociale.

«Ogni sorta di opinione sulla nostra stagione passa in secondo piano, rispetto a quelli che sono stati gli atteggiamenti della pubblica amministrazione nei nostri riguardi. Ringraziamo l'amministrazione Pucci per averci messo a disposizione il nuovo palazzetto, dove la nostra società ha potuto far allenare tutte le proprie formazioni. In questi cinque anni, direttamente o indirettamente, i cittadini per lo stadio hanno dovuto cacciar moneta, mentre nessuno ha mai pensato ad aiutare altri sport, quali la pallavolo».

E patron Vullo conclude: «Purtroppo a Massa non c'è cultura di utilizzare lo sport a fini sociali. Per di più, dopo aver dovuto emigrare nel palazzetto di Avenza, nessuno si è fatto avanti per agevolarci e ci siamo ritrovati a pagare ben 175 euro per ognuna delle tredici partite casalinghe. Lo stesso sindaco discutendo con me, aveva dichiarato come il tema degli impianti sportivi fosse stato un fallimento della sua amministrazione. Questo è quello che passa il convento e noi continueremo a fare con quello che abbiamo».

Nicola Torri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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