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Mister Cassiani e il match-ball: vietato sottovalutare il Don Bosco

Mister Cassiani e il match-ball: vietato sottovalutare il Don Bosco

Con sette punti di vantaggio a tre giornate dalla fine, oggi il Vallicisa a Fossone può già festeggiare «La partita della svolta? Sicuramente la vittoria in rimonta conquistata in casa del Podenzana»

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PONTREMOLI. Sette punti di vantaggio a sole tre giornate dal termine sono un bottino più che rassicurante per il Vallicisa del presidente Corrado Ferrari. La stagione biancoverde, che come anticipato sta per avere un epilogo positivo, si potrebbe riassumere come una di quelle tappe che era solito vincere il bergamasco Paolo Savoldelli, ciclista vincitore del Giro d’Italia nel 2002 e nel 2005. Dopo una partenza da lepre keniota, distaccando tutti quanti gli avversari, Savoldelli nel tratto di pianura, da buon scalatore, veniva spesso recuperato dal “gruppone”. Era però nella terza parte del percorso che riusciva a dare il meglio di sé.

Nell’ultima asperità di giornata resisteva agli attacchi, per poi allungare su tutti nel tratto finale in discesa. Ecco, se escludiamo i primi due step di questa gara a tappe, che avevano avuto come mentore mister Albareni, l’ultimo e decisivo allungo è stato compiuto dal tecnico che ha portato un cambio di mentalità nell’equipe valligiana. Da provinciale un po’ spaesata, Tiziano Cassiani ha riportato l’ordine e la metodologia tra le fila del Vallicisa, inanellando così una serie di risultati positivi che ha consentito ai biancoverdi di acquisire un vantaggio consistente su Atl.Podenzana e soci.

Proprio sul “Panigaccio”, inoltre, la vittoria più bella e importante della stagione.

Oggi, “match-ball” a Fossone.

Mister se lo aspettava di poter festeggiare con due giornate d’anticipo?

«Quando ho preso in mano la formazione sapevo di avere un buon gruppo; c’era qualche problema di unità collettiva in campo, il cosiddetto “essere squadra”. Pensavo comunque vi fosse più equilibrio fino alla fine, ma per fortuna siamo riusciti a distaccare gli avversari».

In teoria un match facile col Don Bosco Fossone. Lei cosa ne pensa?

«Anche con Bargecchia e Pian di Mommio dovevano essere partite semplici e posso assicurare che sono state tutt’altro. Col Bargecchia fino a che eravamo in parità numerica il match era equilibrato, mentre domenica scorsa due episodi ci hanno permesso di vincere. Per questo è vietato sottovalutare i nostri prossimi avversari».

Dove la sua mano, il suo lavoro?

«Solamente in qualche pedina, qualche giocatore cambiato di posizione in campo. Il merito di questa annata va anche a mister Albareni, che mi ha lasciato una squadra in grande condizione fisica».

E’ stata la strepitosa vittoria in rimonta di Podenzana la svolta della stagione?

«Sicuramente. La svolta in positivo per noi e in negativo per loro. La vittoria ha fatto cementare il gruppo, è stata un’impresa. Nelle partite successive abbiamo risolto diverse partite ancora in rimonta, è stata una svolta psicologica».

Possiamo dire che Fersini e Martini siano stati i trascinatori?

«Sul campo la domenica sì, ma durante la settimana, dentro lo spogliatoio, penso invece che il gruppo storico (Ciampini, Barbieri, Mariani, Lastrucci, ecc.) sia stato davvero fondamentale».

Pensa di sedere ancora su questa panchina anche in Prima categoria?

«Non ne abbiamo ancora parlato. Il mio obiettivo era solo quello di arrivare alla fine e vincere. Dopo di che ne riparleremo, manca ancora pochissimo».

Per quanto riguarda gli spareggi play off chi vede come favorita?

«Mi piacerebbe vedere una finale tra Atl.Podenzana e Atl.Pontremoli. Da lunigianese tifo per loro».

A chi dedica questo titolo?

«Se lo merita il presidente e tutta la società. Non è facile fare calcio senza un paese alle spalle e con le difficoltà economiche attuali. Per questo lo dedico a loro che lavorano con grande passione».

Saverio Beghè

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