Il Tirreno

«Obiettivo, riaccendere l’entusiasmo»

di Luca Santoni
«Obiettivo, riaccendere l’entusiasmo»

Mister Carlo Sabatini si confessa: con la Carrarese punterò sui giovani lanciandoli in prima squadra come ho fatto a Udine

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CARRARA. Riaccendere l’entusiasmo intorno alla Carrarese.

È questo uno dei primi traguardi che si pone di raggiungere Carlo Sabatini, anche se il neo tecnico azzurro preferisce non anticipare quello che sarà il programma della società di piazza Vittorio Veneto.

«Il mio obiettivo - spiega Sabatini - sarà quello di riattizzare il fuoco dell’entusiasmo, però preferirei non parlare adesso del programma della Carrarese. A breve la società farà un intervento ufficiale, spiegando alla città la filosofia ed il progetto di questa nuova avventura. Personalmente ho un grandissimo entusiasmo ed una voglia di iniziare a lavorare che cercherò di trasmettere a tutto l’ambiente».

A proposito di lavoro, ci conferma che qualche settimana fa si è recato al centro sportivo di Luni?

«Si, è vero. Sono rimasto sorpreso, perché pensavo di trovare strutture meno funzionali. Lì c’è tutto quello che serve per fare calcio: il percorso, la gabbia, il campo da gioco, una palestra e gli spazi idonei a fare attività complementari. Ho trovato una struttura sicuramente all’altezza».

Impossibile poi non parlare di Gigi Buffon che proprio ieri con un post su Facebook ha di fatto inaugurato il nuovo corso della Carrarese.

«È quasi superfluo - riprende Sabatini - dire che uno dei fattori che mi hanno spinto qui è proprio la presenza di Buffon in questa società. Chi non sarebbe gratificato dall’interesse di un figura come la sua? E poi questo gesto d’amore nei confronti della sua città mi ha veramente colpito e mi ha fatto capire lo spessore dell’uomo».

Non è un segreto che da quest’anno a Carrara si punterà molto sulla linea verde. Come si troverà a lavorare coi giovani?

«Nessun problema, anzi, per me sarà un piacere, visto che provengo dal mondo del settore giovanile anche a massimi livelli. A Udine avevo la funzione di introdurre in prima squadra i tanti giovani che avevano. Quindi è un lavoro che mi calza a pennello. Non ho paura di lavorare coi giovani, innanzitutto perché sono un innamorato di campo e di calcio. A me piace il lavoro quotidiano. Ho grande passione per questo sport e se sceglieremo elementi con la mentalità giusta, sono sicuro che ci toglieremo delle soddisfazioni».

Conosce i due ultimi arrivati, Piscitelli e Mancuso?

«Li conosco bene. Sono due ragazzi che hanno gravitato in primavere di alto livello. Piscitelli lo avevo visto da poco nelle finali nazionali del campionato primavera ed in altre circostanze. Diciamo che abbiamo appena iniziato, ma una buona panoramica sul mondo giovanile ce l’abbiamo. Poi ci sarà anche da prendere qualche elemento che abbia un po’ d’esperienza della categoria. Abbiamo appena iniziato a mettere giù i nomi. L’importante è avere ben chiare le idee e ben chiari gli obiettivi, ma su questi punti sarà più precisa la società».

Qual’è la sua idea di calcio?

«Pochi riferimenti per gli avversari, molta mobilità dei centrocampisti e gioco manovrato con palla a terra. Questi sono i miei concetti di base. Non sono cose facili, ma ci lavoreremo molto. Adotteremo moduli duttili. Essere monotematici è limitante, quindi cercheremo di saper far bene almeno due moduli. Fondamentalmente poi mi piace il centrocampista centrale che sa impostare. Voglio centrocampisti che si inseriscano in fase d’attacco e in avanti, seguendo anche le indicazioni che offrono le squadre più importanti, prediligo attaccanti che non diano punti di riferimento. Cercherò di orientarmi su questi principi, ma tutto dipenderà dalle caratteristiche dei giocatori che arriveranno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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