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Carrarese a un bivio se tutto va bene già oggi dal notaio

Carrarese a un bivio se tutto va bene già oggi dal notaio

Il gruppo di Gigi Buffon stringe i tempi per acquisire la totalità delle quote, voci di qualche incomprensione

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CARRARA. Uno stop and go che sta davvero tenendo in ambasce la tifoseria azzurra, ma la telenovela sulla nuova società dovrebbe arrivare oggi a un punto fermo, visto che dovrebbe esserci l’atteso appuntamento dal notaio, con il passaggio di tutte le quote nelle mani di Buffon. Lucarelli dovrebbe avere la delega di Tomasos, nei giorni scorsi si sono rincorse voci di qualche puntualizzazione dell’ultima ora richiesta da parte dell’amministratore delegato Andrea Borghini, non resta che aspettare le ennesime altre 24 ore per capire se questi chiarimenti chiesti dal dirigente azzurro (che detiene un 20 per cento) saranno stati definiti, oppure se ci sarà un ulteriore slittamento. Ormai sembra di capire, da quanto filtra - i protagonisti diretti in questa fase, per ovvi motivi di riservatezza, non forniscono molti particolari - è che la linea scelta da Gigi Buffon e dai suoi uomini di fiducia sia quella di procedere con l’iscrizione e la fideiussione solo se in possesso di tutte le quote. Anche perché, in definitiva, dovrà essere comunque lui a farsi carico delle garanzie per 600mila euro necessarie all’iscrizione in Prima divisione. Il possedere la totalità delle quote, sarà poi propedeutico ad eventuali altri ingressi, da decidere comunque a strettissimo giro di posta, e anche in questo caso con precise garanzie; in via ufficiosa infatti emerge che una volta costituita questa nuova società azzurra nel segno di Buffon, il portierone cercherà di capire concretamente su quali eventuali contributi esterni potrà contare, per quanto tempo, con quali potenzialità economiche. Se la città darà una risposta adeguata, allora Buffon allargherà ad altri la società, perseguendo il progetto originario del suo arrivo due anni fa, cioé svolgendo la funzione di catalizzatore di altre forze. Se invece altri imprenditori non ce ne saranno, partirà ufficialmente il piano Juventus, con l’avvio delle procedure perché, gradualmente ma in modo massiccio già da questa stagione, la Carrarese diventi di fatto una sorta di società satellite dei bianconeri. Chiaro che poi in Lega Pro bisogna starci, perché anche per la Juve è funzionale una squadra di livello in cui far crescere i suoi giovani, e quindi è evidente che i quattro-cinque giocatori esperti ci saranno sempre, ma il peso economico sarà decisamente ridotto visto l’apporto di giocatori e di valorizzazioni garantite da una società come la Juve. Insomma, per disegnare il futuro della Carrarese il portierone della Juve e della Nazionale, da tifoso ma anche da investitore ed esperto di economia, lascia aperte, ad oggi due strade. La prima, ridare le quote ad altri imprenditori ma solo a fronte di comprovate garanzie di solidità, disponibilità e soprattutto volontà di aderire a un progetto a medio-lunga scadenza, per essere più espliciti, per non doversi trovare ogni anno a giugno a fare i conti su chi e per quanto deve partecipare alla fideiussione. Società solida e ampia, oppure, come detto, società nel segno della Juve, certamente altrettanto solida, ma con un progetto tutto votato ai giovani. Fermo restando che quello della valorizzazione del vivaio sarà comunque in ogni caso una prioritàdel gruppo Buffon, la diversità della prospettiva sta nel dover partire subito oppure nel poter programmare con un respiro più ampio. Insomma, la Carrarese sembra davvero a un bivio, sempre che le incomprensioni si risolvano in tempo per chiudere la partita della società entro venerdì (sabato le banche sono chiuse...). Altrimenti, senza fideiussione, addio azzurri. Ma è una prospettiva a cui non vogliamo pensare. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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