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In Gallura cresce l’attesa Mariani: «Studio le zebre»
MASSA. I motori sono di nuovo accesi, l’entusiasmo a Olbia è travolgente. Almeno per ora, mister Mariani sembra aver raggiunto il suo scopo. Sì, perché da quando è stato chiamato al posto di Raffaele...
MASSA. I motori sono di nuovo accesi, l’entusiasmo a Olbia è travolgente. Almeno per ora, mister Mariani sembra aver raggiunto il suo scopo. Sì, perché da quando è stato chiamato al posto di Raffaele Cerbone, soltanto un mese fa, l’Olbia ha ritrovato compattezza e serenità. La squadra, ora, sembra nutrirsi di nuova linfa. Ma lui sa benissimo di trovarsi soltanto a metà dell’opera. La vittoria sull’Albalonga ha certamente galvanizzato l’ambiente. Il primo passo verso la serie D è stato compiuto. Ma il difficile viene ora. Domani alle 16 al Bruno Nespoli, andrà in scena l’andata della finale playoff contro la Massese. Come un tuffo nel passato per il tecnico bianco, che sfidò i toscani già ai tempi della C, quando dell’Olbia era ancora un giocatore. «Abbiamo alcune informazioni sui nostri avversari, le stiamo valutando e studiando attentamente – spiega Massimo Mariani -. Se sono arrivati in finale significa che sono davvero forti. Sappiamo che sarà una partita tosta, ma noi siamo determinati a vincere. Ci stiamo allenando con precisione, promettiamo il massimo impegno».
L’Olbia, insomma, dovrà affrontare la gara con lo stesso carattere con cui è scesa in campo mercoledì, quando il cuore ha vinto su tutto. «Al Nespoli è andato tutto bene, ma devo dire che anche quella di Albano Laziale non è stata una brutta prova – continua il tecnico -. È vero, abbiamo preso due gol. Ma siamo rimasti in partita. Ora, comunque, pensiamo alla Massese».
Giusto, la Massese. Il tecnico non pensa ad altro. E fa bene. Il troppo entusiasmo, se male amministrato, potrebbe giocare brutti scherzi. Piedi per terra, dunque. E concentrazione a mille. «Non sono un tipo che si esalta o che si abbatte troppo – dichiara convinto -. Ovviamente sono stato contento della vittoria contro l’Albalonga. Ma una volta finito il match, ho pensato subito alla finale. Quello era soltanto il primo round, il difficile viene proprio ora. Ma noi siamo pronti, per mercoledì non dovrebbe mancare nessuno».
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