Grande entusiasmo e il recupero di Gaeta Vannucci e Orlandi
Luca Santoni
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Il centrocampista Nicola Corrent 4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Carrarese, questo è il tuo momento. Ancora ventiquattr'ore e conosceremo il verdetto playoff. È tutto l'anno che la Carrarese viene indicata come la squadra più attrezzata del girone: è giunto il momento di dimostrarlo con una prova di forza. L'humus di base sembra finalmente essere tornato: gli infortunati Orlandi e Vannucci sono rientrati alla base, Gaeta ha scontato la squalifica, in città si respira un entusiasmo incontenibile e finalmente anche in società è stata raggiunta la quadratura del cerchio. Gli ingredienti ci sono tutti, ora la palla (in tutti i sensi) passa ad Anzalone e compagni. «Grazie a Giarnera e Morra». Il messaggio rivolto ai due vicepresidenti uscenti, e che vuole avere anche uno scopo distensivo, arriva da Lucio Boggi, presidente del collegio sindacale della Carrarese. «Per stemperare il clima e far sì che domenica possa esserci una festa ancora più grande - ha spiegato Boggi - ritengo sia giusto ringraziare anche Giuseppe Giarnera e Luigi Morra per tutto quello che hanno fatto per la Carrarese. Queste due persone si sono impegnate economicamente, rispondendo a tutti i loro impegni e meritano il giusto riconoscimento. Ora speriamo nel buon esito della partita e che domenica sia veramente una festa per tutti». Fontanili: «Magari avessi avuto Buffon, Lucarelli e Tomasos come soci». Anche l'ex presidente Maurizio Fontanili è deciso a non perdersi la finalissima di domani. «Domenica? Io ci sarò», conferma l'ex patron. «Stiamo vivendo un bel momento e ne sono felice, perché quando presi la squadra, feci tanti sacrifici per niente, ma almeno sono riuscito a mantenere la Carrarese nella categoria. Se ora la nuova società potrà progettare qualcosa d'importante, un piccolissimo merito lo prendo anch'io e chi mi affiancò. Io con Sacchelli mi accollai tutto il peso della Carrarese. Detenevo il 70% della società. Era l'agosto del 2003 e senza il nostro intervento la Carrarese sarebbe scomparsa dal panorama professionistico». Fontanili era già presente alla gara di ritorno col San Marino: «Sembrava la gara fotocopia dei nostri playout col Rieti. All'andata vantaggio di 1-0 per noi, poi al ritorno andammo sotto 2-0 prima del gol risolutore di "San" Marzeglia. In tutto il campionato non avevamo mai subito 2 gol in casa. La stessa cosa è capitata quest'anno col San Marino. Ora c'è la finale. Questa Carrarese è più forte e meglio attrezzata del Prato. Può farcela, anche se loro non sono male soprattutto dal centrocampo in su». Ha saputo della nuova società? «E' un bene per la Carrarese e i tifosi, perché così si potrà garantire continuità a questo progetto importante. Buffon, Lucarelli e Tomasos (insieme a Oppicelli e Borghini): li avessi avuti io soci così. Anche se va detto che all'inizio della mia gestione Buffon ci aiutò già allora con un contributo». Gli ultimi aggiornamenti della prevendita dicono oltre 3.300 biglietti venduti. Che atmosfera si immagina? «Anche questa è una gran bella cosa. Sembra che in città si sia tornati a respirare un grande entusiasmo. Tutti sognano la C1... pensare che qualche anno fa quella categoria non era molto accettata. Qualcuno sottovalutava anche la C2, poi abbiamo visto che non era così facile. Poi penso che molti campionati ai miei tempi siano stati falsati. Troppe squadre vivevano al di sopra delle loro possibilità: compravano fior di giocatori, vincevano campionati, ma poi spesso e volentieri fallivano. Noi, invece, che portavamo avanti una gestione regolare venivamo penalizzati. Non è un caso che negli ultimi anni sono fallite 80 società. E poi anche noi portavamo giocatori di un certo livello. Il primo anno in difesa avevamo Turati, Raggi, Bonatti e Micco, in porta Bremec e in attacco Nappi. Probabilmente rispetto ad allora il livello della C2 è calato parecchio. Ora tutti puntano ad avere tanti giovani per ricevere i contributi che sono aumentati parecchio rispetto al passato». Ha mai pensato ad un clamoroso rientro nella società? «Neanche per sogno. La Carrarese è un capitolo chiuso. Troppi sacrifici e risultato negativi nei miei 5 anni. Fare tre playout è dura. Forse la gente non si rende conto quanto è difficile gestire una squadra di calcio oggigiorno, mantenendo sempre tutti gli impegni e ai miei tempi non c'erano tutti i contributi di adesso. Se sotto la gestione sportiva è andata male, la stessa cosa non si può dire per la gestione economica. Io onorai sempre tutti gli impegni, la Carrarese non è mai fallita: unica società toscana assieme all'Empoli. Comunque il mio tifo per la squadra c'è sempre e sono felice che abbia trovato questo nuovo equilibrio. Poi in direzione c'è Nelso Ricci, un mio grande amico d'infanzia. Da ragazzi giocavamo spesso insieme per strada e sono contento che sia tornato a Carrara. Con lui la Carrarese ha ritrovato un grande intenditore di calcio: il vero valore aggiunto a questo progetto. Pensare che tre anni fa, in occasione del centenario, mi chiamò. Era ancora nelle alte sfere del calcio, ma fummo molto vicini ad un suo ritorno, poi l'abboccamento non andò in porto».
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